Bisceglie // Avvistamenti (non) è un Festival – XVI edizione

AVVISTAMENTI (NON) È UN FESTIVAL – XVI EDIZIONE
Progetto finanziato nell’ambito del Bando Triennale per lo Spettacolo dal Vivo
e le Residenze Artistiche della Regione Puglia
Direzione artistica e organizzativa Daniela Di Niso, Antonio Musci

STANZE ANIMATE
Segni, oggetti, fotogrammi
di

Basmati
Leonardo Carrano
Igor Imhoff
Virginia Mori
Donato Sansone
Virgilio Villoresi

Mostra a cura di
Bruno Di Marino

Palazzo Tupputi, Bisceglie
4 – 31 luglio 2018

Inaugurazione: mercoledì 4 luglio 2018, ore 20
Mostra visitabile fino al 31 luglio 2018
dal lunedì al venerdì, ore 18 – 21 (ingresso libero)
Per gruppi o scuole: dalle ore 10 alle 13 (previa prenotazione)

Palazzo Tupputi – Laboratorio Urbano Bisceglie
via Cardinale Dell’Olio, 76011 – Bisceglie (BT)

www.avvistamenti.it / www.palazzotupputi.it

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Il Cineclub Canudo organizza la sedicesima edizione di Avvistamenti (non) è un Festival, diretta da Antonio Musci e Daniela Di Niso e realizzata con il sostegno dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, la collaborazione di Apulia Film Commission e il patrocinio del Comune di Bisceglie.

Mercoledì 4 luglio 2018 alle ore 20 si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva Stanze animate: segni, oggetti, fotogrammi di Basmati, Leonardo Carrano, Igor Imhoff, Virginia Mori, Donato Sansone, Virgilio Villoresi, un progetto espositivo pensato per la XVI edizione di Avvistamenti e curato da Bruno Di Marino.

L’animazione italiana d’autore e sperimentale ha da sempre espresso autori di grande originalità e rilievo, intenti a confrontarsi con le tecniche “non ortodosse” più diverse, dal disegno alla computer animation. Questa mostra, allestita nelle sale di Palazzo Tupputi, è una collettiva di sei autori, che hanno tutti debuttato sulla scena tra gli anni ’90 e i 2000; una mostra esemplificativa di un immaginario ricco e stratificato, diverso per stili, tecniche, poetiche.

I sei artisti esporranno disegni utilizzati per loro film animati (Sansone, Mori), dispositivi cinetici che si ricollegano alla stagione del pre-cinema (Villoresi. Del quale ricordiamo la personale CLICK CLACK. Le installazioni cinetiche di Virgilio Villoresi, 2 febbraio – 15 marzo 2018, presso la galleria bolognese Adiacenze, a cura di Marco Mancuso), light box con strisce di pellicola rielaborate manualmente che hanno originato opere audiovisive (Carrano), una versione installativa doppio canale del film Halphabet (Basmati), stampe digitali di lavori in 3D, un’installazione e soprattutto una sorta di videomapping (una riproposizione del video monocanale Planets) che espande la mostra al di fuori delle stanze di Palazzo Tupputi, portando l’animazione nelle vetrine del centro storico (Igor Imhoff).

I quadri, i disegni, le stampe e gli oggetti sono messi a confronto con le immagini in movimento in modo da tracciare un percorso spazio-temporale e bi-tridimensionale, che introdurrà lo spettatore in un universo fantasmagorico, in cui il segno si intreccia con l’anima (nel senso di coscienza ma anche di animazione), l’analogico con il digitale, la stasi con il movimento.

Il titolo Stanze animate allude allo spazio espositivo che, grazie alle immagini e ai dispositivi in azione, acquistano un’inevitabile energia cinetica; ma la parola rimanda anche alla wunderkammer, ovvero alla camera delle meraviglie, alle gallerie di curiosità e alle collezioni di oggetti diffusesi tra il XVI e il XVIII secolo e che sono all’origine degli stessi spazi museali. Molti animatori, del resto, pensiamo a Villoresi, sono essi stessi collezionisti di oggetti e giocattoli cui infondono vita nei loro brevi film.
Il termine “camera” infine, nella nostra lingua non è solo sinonimo di stanza, ma anche di cinepresa, dispositivo che, nelle mani di questi artisti, diventa un’ulteriore “camera delle meraviglie”, in grado di affascinare e sollecitare lo stupore del pubblico di ogni età.

(Bruno Di Marino)

A latere dell’esposizione saranno presentati i 5 dvd antologici ANIMAZIONI – curati da Andrea Martignoni e Paola Bristot – che includono il meglio dell’animazione italiana, inclusi alcuni film degli autori in mostra.

GLI ARTISTI

Basmati è un progetto di ricerca dedicato alle immagini sperimentali, basato sullo sviluppo di tecniche di animazione a passo uno applicate a varie discipline: disegno, pittura, grafica, fotografia e video, tutte filtrate da un’esperienza digitale leggera e molto flessibile. Audrey Coïaniz è nata a l’ile de La Réunion nel 1978. Artista, diplomata alla scuola di belle arti di Marsiglia, lavora su spazio e movimento, passando da film in animazione ad installazioni e performance visuali. Con i suoi video ha partecipato a diversi festival in Europa. Vive e lavora tra l’italia e la Francia. Saul Saguatti (Persiceto, Bologna, 1966). Pittore, fumettista e illustratore, si dedica molto presto a sperimentare la grafica animata, lavorando anche per il mercato televisivo con animazioni tradizionali, al computer 2-D, pupazzi animati e disegno diretto su pellicola. Attualmente lavora soprattutto nel campo del live media e della performance video in tempo reale. I suoi lavori sono stati mostrati in diversi festival internazionali (Annecy, Utrecht, Barcellona, Lipsia, Atene, Vienna, Belgrado).

Leonardo Carrano (Roma, 1958). Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma inizia l’attività di pittore e grafico, ed ottiene il primo riconoscimento prestigioso nel 1980 con il premio Lubian assegnato da Renato Guttuso. Dal 1992 si occupa di cinema d’animazione sperimentale; i suoi lavori, frutto della combinazione di tecniche e linguaggi diversi, tutti sperimentali e a metà strada fra astratto e referenziale, sono presto notati dalla critica e selezionati in importanti festival in Italia e all’estero (Festival del Cinema di Venezia, Roma, Locarno, Montreal, Parigi, Zagabria, Casablanca, Shanghai, Pechino, Milano, Napoli, Palermo). Le sue animazioni sono state mandate in onda più volte in alcuni programmi Rai, come Blob e Fuori orario. Nel 1994 realizza per la Fininvest le scenografie virtuali del programma L’angelo. Nelle sue realizzazioni Carrano si è valso della collaborazione di noti compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Bastianelli, Ennio ed Andrea Morricone. Tra i suoi film ricordiamo Awen (1995). Pentesilea (1997), Il cerchio e la soglia (1999), Noiselevel (2002), nonché i recenti Aeterna (2012) e Jazz for a massacre (2014). Ha inoltre realizzato diverse mostre personali e partecipato a collettive.

Igor Imhoff (San Giovanni Rotondo, 1976). È attualmente docente di Progettazione Multimediale presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. E’ anche collaboratore presso la Scuola Internazionale di Comics di Padova, dove si occupa dei corsi di animazione e modellazione 3D. Contemporaneamente svolge attività di grafico ed animatore 2D e 3D. L’attività artistica di Imhoff è dedicata alla ricerca video, sia nel cinema di animazione o negli ambiti più legati alla sperimentazione audiovisiva. Ha partecipato a numerose mostre e rassegne (Fondazione Bevilacqua La Masa, Galleria san Marco, Venezia; Triennale di Milano; Galleria A+A, Venezia; Rassegna Video Arte DVDrops, Hong Kong, Bologna, Ferrara, OCT Contemporary Art Termina Shangai, Museu Belas Artes de São Paulo, ecc.), festival di cinema e di cinema d’animazione (come Clermont Ferrand, Annecy, Animateka, Animamudi, ecc.) ricevendo menzioni e premi. Tra i suoi lavori ricordiamo la serie dei Percorsi, realizzata tra il 2003 e il 2010, Small White Dots (2011), Planets (2012) e Kurgan (2013).

Virginia Mori (Cattolica, 1981). Dopo il diploma presso il liceo scientifico di Pesaro, si iscrive al biennio di perfezionamento in Cinema d’Animazione e Illustrazione” dell’ISA di Urbino, durante il quale debutta con il suo primo cortometraggio in animazione Pagina 16 (2003). Nel 2006 realizza Punto a capo, seguono Sfiorarsi (2008) e Il gioco del silenzio (2009) – premiato come “srg ssr idée suisse” Annecy Project. Ha partecipato alla rassegna Filmakers al Chiostro di Pordenone, dove ha vinto il premio qualità FriulAdria, mentre nel 2009 ha vinto il premio per miglior film sperimentale al FLIP international animation film festival di Wolverhampton. Le sue illustrazioni sono state esposte in mostre personali in tutta Italia e in Europa.

Donato Sansone (1974). Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e presso il Centro Sperimentale di Animazione di Torino. Ha al suo attivo ha una notevole produzione di videoclip tra cui: La Vedova Bianca (2005) per gli Afterhours, Red in My Eye (2007) per i LN Ripley. Tra i suoi film ricordiamo: Milkyeyes (2001), Donnalbero (2001), Manigirevoli (2002), Mutandinafina (2003), Love Cube (2003). Nel 2009 ha realizzato Videogioco: a loop experiment, cortometraggio che ha ottenuto decine di premi nei festival di tutto il mondo tra cui il Renzo Kinoshita Prize al Festival di Hiroshima del 2010, oltre ad essere uno dei più “cliccati” su internet; successo replicato col successivo Topo Glassato al Cioccolato (2012). Il suo ultimo cortometraggio Portraits è in selezione al Festival di Annecy 2014. Gli hanno dedicato personali il festival di Bellaria e il Lab-Zenith Room di Torino.

Virgilio Villoresi (Fiesole, FI, 1979). Si trasferisce a Bologna nel 1999 dove frequenta il DAMS cinema. Inizia il suo percorso filmico nel 2005, insieme a Vivì Ponti, con il cortometraggio Frigidaire, piccolo gioiello animato in collage stop-motion. Nel 2006 realizza Breathes the best, il suo primo videoclip, girato in découpage animato. Nel 2007 affina la sua tecnica con Real Mess (music video per Hot gossip) e The Rain (pupazzi animati di Ericailcane). Nel 2008, prima di lasciare Bologna, realizza J, piccolo saggio di filosofia tao ambientato in un mondo di ceramiche optical dagli echi dechirichiani. Dal 2008 si trasferisce a Milano, dove attualmente vive e lavora, realizzando diversi clip musicali tra cui Una giornata perfetta (2009), Pryntyl (2012) per Vinicio Capossela), numerose pubblicità, tra cui Moleskine new Collection (2011), A Short Movie with Dsquared (2011), Smythson Heritage (2012), Sammontana storia di un sorriso (2013). Nel 2013 si affaccia sul panorama internazionale con il music video del celebre cantante statunitense John Mayer, Walt Grace’s submarine test January 1967, realizzato in live action (come un altro suo cortometraggio, Fine) con la tecnica vittoriana dell’ombro cinema. Tra le principali mostre cui ha partecipato ricordiamo Prospettiva Mobile – 5 videoinstallazioni di arte animata, Istituto Nazionale per la Grafica, Roma, 2009 e Lo sguardo espanso. Cinema d’artista italiano 1913-2013, Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro, 2012-2013.

La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18 alle 21 e la mattina, dalle 10 alle 13 per gruppi organizzati e scuole, previa prenotazione ai recapiti indicati di seguito.

L’ingresso è libero.

info: 340 2215793 – 340 6131760
info@avvistamenti.it
www.avvistamenti.it | www.palazzotupputi.it

Avvistamenti è un progetto articolato che focalizza l’attenzione sul mondo del cinema e dell’audiovisivo e sul suo complesso rapporto con le altre arti, organizzato dal Cineclub Canudo a partire dal 2002 a Bisceglie, recuperando la storia e il significato dell’antico nome della città: Vigiliae. Letteralmente sentinella, vedetta, questo nome si riferisce alla sua storica vocazione all’avvistamento, data la strategica collocazione sul mare. Avvistare vuol dire guardare lontano, vedere ciò che è distante o non facilmente visibile all’occhio umano. L’avvistamento presuppone quindi una giusta distanza dalle cose, che permette di metterle bene a fuoco: una distanza intesa non come barriera insormontabile, ma come distesa che si offre al vedere e confine da varcare, un territorio da esplorare e in cui avventurarsi per primi. Guardare lontano, infatti, significa anche vedere in anticipo per orientare la rotta, prevedere nuovi orizzonti e preconizzare nuovi linguaggi e visioni, percorrendo rotte spesso sconosciute, una sorta di no man’s land delle immagini in movimento, mentre si tenta invano di ridefinire i confini tra video e cinema, analogico e digitale, percezione reale e realtà virtuale.
È proprio il suo carattere innovativo che colloca questo progetto su un terreno ibrido, fatto di contaminazioni fra linguaggi e media diversi: non a caso a questo proposito si parla sempre più spesso oggi di intermedialità, di cui potremmo individuare un primo storico anticipatore proprio nella figura del pugliese Ricciotto Canudo, a cui il nostro Cineclub è intitolato, il quale già agli albori del cinema, nei primi anni del Novecento, credeva fermamente nella possibilità di un’arte totale, il cinema appunto, coniando la definizione di “Settima Arte”, vista come fusione di tutte le arti. Del resto, in anni più recenti, nel 1966, l’artista Dick Higgins, allievo del musicista John Cage e animatore del movimento di avanguardia Fluxus, pubblicò sul primo numero della rivista da lui fondata «Something else newsletter» un manifesto dal titolo Intermedia, che propugnava una fusione capillare fra i diversi linguaggi artistici, cifra di una nuova mentalità tutta protesa verso la fluidità invece che verso la categorizzazione.
Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica, teatro e arte contemporanea, con proiezioni, mostre, videoinstallazioni, workshop, performance e incontri con artisti. Avvistamenti è un progetto dedicato all’innovazione audiovisiva e sonora, alla sperimentazione artistica e cinematografica, al video d’autore e alla musica elettronica e contemporanea, alla connessione tra diversi linguaggi artistici, all’intermedialità e all’expanded cinema, al rapporto tra suono e immagine, all’installazione interattiva e multimediale, alla videoarte e alla videoperformance.



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