Hammamet, casa

La casa per l’italiano è oltre il riparo e il comfort. È simbolo d’una appartenenza di classe con cui misurare l’essere o manipolarlo. Hammamet s’apre con un Favino-Craxi (“Mi sembrava resuscitato Craxi, quando l’ho visto!”, così una signora bene dietro di me, in sala) rivolto al compagno di partito Vincenzo: “Hai una bella casa, no?”. Il simbolo della presidenza è il perno d’Hammamet: la vera villa tunisina di Craxi, luogo d’una finitudine beckettiana di maniera, anonimamente sibillina. Con sottofondo pseudo-dissonante di Nicola Piovani: orchestra e clarinetti d’ondivaga bruttezza. Perché tanta insistenza nel dire che la villa d’Hammamet non fosse sontuosa? Perché farlo dire a un inutilmente vacuo politico in visita, riprendendo una dichiarazione di Bobo Craxi per il Corriere della Sera? Perché ciò che in Italia s’invidia e si teme del potere non sono né il buon gusto né l’eleganza. A scapito di tanta architettura storica di gusto, l’italiano ammira il cattivo gusto. Ma se, dinanzi a una villa di gusto sebbene innegabilmente sontuosa, la percezione dello spettatore pensante gli verrà negata – negarla, l’evidenza: con tenerezza; mostrarla, la sofferenza: con tenerezza – ecco che potrà sorgere un pensiero che tutto assolve, unendo come la pastasciutta (Sordi docet): “In fondo il signor Craxi avrebbe potuto rubare ancora di più!”. Ecco dunque la manipolazione dell’essere, il capovolgimento della villa da simbolo di potere e agio innegabili a simbolo di modestia. “Com’è stato modesto, tutto sommato, Craxi!” – verrà da dire allo spettatore blandito dalla tenerezza d’Amelio fattucchiere (“Aiutatemi a dire che il mio non è un film su Craxi”) e dagli occhi di Gollum (un Fausto-Luca Filippi che è oltre l’incapacità di recitazione, essendone un compendio vivente). E assistendo alla carezza del claudicante Latitante in scarpe da tennis (che ci lasciò in eredità Debito Pubblico e l’Amato prelievo forzoso del 6 per mille), a una bambina tunisina: “Com’è umano Lei!”.

Dario Agazzi



L'articolo che hai appena letto gratuitamente a noi è costato tempo e denaro. SOSTIENI RAPPORTO CONFIDENZIALE e diventa parte del progetto!







Condividi i tuoi pensieri

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.