Tag 'Il filo nascosto'

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson

C’è sempre un filo nascosto nel cinema di Paul Thomas Anderson, qualcosa che dalla trama sfugge, ma in esso è celato, che ci trascina – spettatori disorientati – in un ordito evasivo. È come se nella sceneggiatura il soggetto scivoli continuamente altrove, muovendosi per assonanze su di un tema principale ostinatamente disatteso. In concreto, ci si domanda, cosa mi vuol

A (wo)man under the influence. “Il filo nascosto” di Paul Thomas Anderson

A (wo)man under the influence. “Il filo nascosto” di Paul Thomas Anderson

Per quanto turpe possa essere stata l’onta di Vizio di forma, con Il filo nascosto Paul Thomas Anderson l’ha certo lavata. Libero dall’ingombro del genere (noir), l’artista californiano torna a parlare, come meglio sa fare, di ossessioni e stranezze virili, di legami intergenerazionali, di epoche trascorse. E convince, emoziona, abbacina. Encomiato dalla stampa che, secondo le stime di «Rotten Tomatoes»,

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

Il gusto per l’estetismo emerge in ogni singolo frame nel cinema di Paul Thomas Anderson, anche se nel suo ultimo eccezionale lavoro è probabilmente un estetismo più subdolo e insinuante, che si sedimenta lentamente lungo tutta la durata dell’opera, meno impattante e meno avvampante rispetto agli altri film del regista, ma che, come secolari gocce d’acqua e calcare, alla fine