17 fois Cécile Cassard > Christophe Honoré

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Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero31 (febbraio 2011), pagg. 13-39, all’interno dello speciale “8 volte Christophe Honoré”

17 fois Cécile Cassard
2002 / Francia / 35mm / colore / 105”

Profondamente scossa dalla morte di suo marito, avvenuta a causa di un incidente automobilistico, Cécile Cassard fatica a ritrovare la sua stessa vita e inizia a sospettare di rappresentare un pericolo per suo figlio Lucas. Dopo avere lasciato il bambino a un’amica, si immerge nelle acque di un fiume per riaffiorare in un luogo misterioso – una Toulouse apparentemente abitata da sole figure maschili – dove stringe rapporti con due ragazzi del luogo e con il giovane gay Mathieu.
Il confronto con lui la aiuterà a ritrovarsi.

«All’epoca di Cécile Cassard non pensavo di essere un cineasta francese.
È stupido dirlo ma mi ci è voluto del tempo per accettarlo. All’epoca del mio primo film e del successivo Ma mère ho addirittura speso molta energia a difendermi dall’esserlo. 17 fois Cécile Cassard è un film d’atmosfera che non voleva essere debitore alla nostra tradizione letteraria
»
Christophe Honoré in un’intervista rilasciata a Laurent Rigoulet, Télérama, 1 dicembre 2009

Nel suo primo lungometraggio per il cinema (il precedente “Tout contre Léo” era un film televisivo), Christophe Honoré torna a trattare della paura, del terrore, dell’essere abbandonati, un tema costante nella sua filmografia, e lo fa con l’attenzione e la profondità di chi sa di cosa sta parlando.
Scegliendo di testimoniare diciassette momenti – diciassette scene separate da uno schermo nero recante talvolta un titolo – che contribuiscono a riportare progressivamente nella protagonista il gusto per la vita dopo un lutto che l’ha portata anche a mettere in discussione la sua capacità di essere madre per suo figlio, Honoré si concede una grande libertà espressiva e narrativa, facendo ricorso anche, in più di un’occasione, a simbolismi (nella prima parte del film le presenze sono quasi esclusivamente femminili, nella seconda esclusivamente maschili).
La sceneggiatura tradisce senza dubbio il fatto che Honoré è un romanziere e la messa in scena mostra anche la sua esperienza come regista teatrale. Ma questo non ha un’accezione negativa e comunque la sua presenza non si limita a questo: Honoré dimostra una perizia non comune nella messa in scena e nel maneggiare materiale narrativo complesso senza mai scivolare nell’eccesso, nonché una non comune attitudine al presentare la psicologia dei suoi personaggi senza fare ricorso a codici abusati o introspezioni forzate.

La scrittura dei personaggi è di rara accuratezza e lo stesso si può dire della capacità di lavorare sulle atmosfere e sulle emozioni, che passano dalla disperazione, al desiderio, dalla solitudine al riscatto fino a una parvenza di gioia. Si conferma anche ottimo direttore di attori: un bravissimo Romain Duris, che qui sembra giovanissimo malgrado sia vicino ai 30 anni di età e che poi tornerà a lavorare con Honoré per “Dans Paris”, e Béatrice Dalle, che nell’immaginario cinematografico italiano è rimasta ferma al suo fulminante esordio in “37°2 le matin” (in Italia “Betty Blue”) di Jean-Jacques Beneix ma che in Francia non ha da allora mai smesso di lavorare, prestando spesso il suo particolare volto e la sua fisicità non comune a ruoli non facili.
Gli omaggi espliciti al cinema francese con cui il regista si è formato e che faranno spesso ritorno nella sua filmografia hanno inizio qui con la scena in cui Romain Duris interpreta la canzone che Anouk Aimée cantava nel 1961 in “Lola” di Jacques Demy. Sempre dallo stesso film viene la battuta: «Vouloir le bonheur, c’est déjà un peu le bonheur». Il personaggio che la pronuncia nel film di Demy si chiama Roland Cassard.
“17 fois Cécile Cassard” è l’opera appassionante di un cineasta coraggioso per nulla avvezzo al compromesso e capace di uno sguardo non convenzionale sul mondo. È un film che fa bene allo spirito e al cuore per il crudo realismo nascosto dietro ai simboli e per la leggerezza che sa infondere anche ai momenti più duri e cupi della storia.

Roberto Rippa

17 fois Cécile Cassard
(“17 volte Cecile Cassard”, Francia, 2002)
Regia, sceneggiatura: Christophe Honoré
Musiche: Alex Beaupain, Lily Margot
Fotografia: Rémy Chevrin
Montaggio: Chantal Hymans
Interpreti principali: Béatrice Dalle, Romain Duris, Jeanne Balibar, Ange Rouzé, Johan Oderio-Robles
Produzione: Sépia production/Philippe Jacquier ARP Sélection, Fox Pathé Europa
105’ / 35mm / colore
prima uscita in Francia: 17 maggio 2002 (Festival di Cannes)
distribuzione nelle sale francesi: 10 luglio 2002

Il film in streaming o download presso Queer Frame

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