Cleopatra Jones > Jack Starrett

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CRITICA • July 6th, 2009

Cleopatra Jones01

Trama

Cleopatra Jones è un’agente speciale governativa impegnata nel debellare il traffico di stupefacenti negli Stati Uniti. La distruzione, da lei coordinata, di una enorme coltivazione di papaveri da cui ricavare oppio in Turchia fa saltare i nervi ai boss dello spaccio, soprattutto a Mommy, che decide a quel punto di eliminarla a tutti i costi.

Hair’s like a woman. You treat it good and it treats you good. Ain’t that right honey?
You hear what I’m saying? Yeah, you got to hold it, caress it, and love it.
And if your hair gets out of line you take a scissor and say: ”Hair I’m going to cut you”.

(Doodlebug)

Commento

I raffronti tra Cleopatra Jones e i personaggi interpretati da Pam Grier nei film di Jack Hill (CoffyFoxy Brown) sono inevitabili per più di un motivo. Principalmente perché si parla delle prime eroine di un genere in cui le donne erano – fino ad allora – relegate a ruoli di contorno, utili solo per preoccuparsi delle sorti dei loro uomini quando partivano in missione o decidevano di vendicarsi per un torto. In secondo luogo perché senza il personaggio di Cleopatra Jones, probabilmente Coffy non sarebbe mai esistita. Per motivi molto pratici, non perché il film di Jack Starrett sia seminale. Il soggetto per Cleopatra Jones, infatti, viene proposto da un produttore alla American International Pictures che decide di metterlo in produzione. Interviene però la Warner Bros., che fa al produttore un’offerta molto migliore, convincendolo a produrlo con loro. Il responsabile del settore produttivo della A.I.P., Larry Gordon, decide quindi di produrre una pellicola che possa farle concorrenza sul mercato e da l’incarico a Jack Hill di proporre un soggetto che poi dovrà dirigere lui stesso.
Coffy nasce così, proprio dall’intenzione di contrastare questo progetto sottratto dalla Warner all’American International. Per la cronaca, i due film verranno premiati in modo più o meno uguale al botteghino, la produzione di Cleopatra Jones, però, alla fine sarà costata alla Warner il doppio rispetto al film prodotto dalla A.I.P., e ben 10 volte di più in pubblicità.
Le similitudini finiscono qui. Cleopatra Jones, infatti, non è una donna che reagisce agli eventi cercando una propria giustizia, bensì un’agente federale impegnata nella lotta al traffico di stupefacenti. A inizio film la vediamo in Turchia mentre assiste alla distruzione di una coltivazione di papaveri da cui ricavare un’ingente quantità di oppio. Tornata negli Stati Uniti, deve difendersi dagli attacchi di Mommy, boss dello spaccio ben intenzionata a non permetterle di restare in vita a lungo. Ma anche Mommy ha i suoi problemi con un boss rampante che ha intenzione di approfittare di questo suo momento di debolezza per sottrarle a ogni costo la supremazia nello spaccio.
Cleopatra Jones, una donna d’azione, una sorta di James Bond al femminile, esperta di arti marziali e con un arsenale di vario tipo ponto all’uso, è interpretata da Tamara Dobson, ex modella di alto livello dalla statura non comune (con i suoi quasi 190 cm di altezza è forse la donna più alta mai apparsa sullo schermo), dall’innegabile eleganza ma dal carisma cinematografico scarso (soprattutto se confrontata con Pam Grier).
Shelley Winters, nei panni della cattiva, offre l’interpretazione più sopra le righe dell’intera sua carriera (il che è tutto dire). In versione matrona superlesbo, costantemente urlante e minacciosa, il personaggio di Mommy è quasi da fumetto.
Per quanto riguarda il film, va detto che la storia appare un po’ slegata e popolata da troppi personaggi che appaiono e scompaiono, la tensione è quantomeno discontinua, l’azione non eccezionale. Forse proprio la sua ambizione di essere un film per tutti (in fondo alla produzione c’è una major) lo fa essere un film apprezzabile da pochi.
Cleopatra Jones rimane comunque un film capace di regalare momenti di grande intrattenimento ma nel confronto con le due pellicole di Jack Hill citate sopra perde impietosamente su tutti i fronti.
Seguito nel 1975 dal noioso Cleopatra Jones and the Casino of Gold, diretto da Charles Bail e scritto da William Tennant, in cui l’eroina sarà in missione a Hong Kong dove dovrà confrontarsi con un’altra cattiva, la potente coordinatrice dello spaccio nonché boss del gioco d’azzardo Bianca Javin/Dragon Lady (interpretata da Stella Stevens).

Roberto Rippa

Cleopatra Jones (USA, 1973)
Regia: Jack Starrett
Soggetto: Max Julien
Sceneggiatura: Max Julien, Sheldon Keller
Musiche: J.J. Johnson
Fotografia: David M. Walsh
Montaggio: Allan Jacobs
Interpreti principali: Tamara Dobson, Bernie Casey, Brenda Sykes, Antonio Fargas, Bill McKinney, Shelley Winters, Esther Rolle
89′


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