Mala Noche > Gus Van Sant

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Walt, giovane commesso, e Johnny e Roberto, immigrati clandestini messicani. Walt desidera, non ricambiato, Johnny. Sullo sfondo della Portland più povera, la quotidianità dei tre personaggi.

Bastano pochi istanti perché Gus Van Sant stabilisca la premessa per quello che è il suo primo lungometraggio: Walt, giovane commesso in un negozio di alimentari povero tanto quanto lui, dichiara il suo amore non corrisposto per Johnny, immigrato clandestino messicano dall’aspetto esteriore pasoliniano che vive in uno squallido albergo con il suo amico Roberto e vive di piccoli lavoretti non sempre chiari.
Siamo a Portland, Oregon, la città di nascita di Van Sant che fa da sfondo a quasi tutti i suoi film. L’immagine – un bianco e nero quasi piovoso, spesso illuminato dalla sola luce fioca di una lampadina – è buia e sgranata, come a scontornare i personaggi dai luoghi, la storia narrata quasi ininfluente.

L’unica cosa che sembri interessare al regista è indagare nello sviluppo dei rapporti tra i personaggi: Walt con il suo amore dichiarato e non corrisposto, Johnny che sembra a tratti vedere in lui una figura genitoriale, Roberto che si concede in cambio di denaro e, forse, di attenzione. Non è un’indagine esplicita quella sui sentimenti, di dichiarato c’è solo il tema dello sfruttamento del bisogno degli altri – un tema che tornerà anche in “My Own Private Idaho” – e quello, tanto caro a Fassbinder, degli equilibri (o squilibri) di potere che si stabiliscono nei rapporti tra le persone, soprattutto in quelli d’amore, corrisposto o meno che sia.
Qui tutti hanno bisogno di qualcosa dall’altro e tutti sembrano sapere come ottenerlo. Che si tratti di denaro in cambio di sesso, di compagnia, di un viaggio in auto, tutto appare come frutto di una transazione. Non c’è giudizio, meno che mai nel desiderio, ma nemmeno poesia: Walt appare spesso antipatico per la sua, forse capricciosa, determinazione nell’ottenere ciò che vuole giacché appare chiaro son dall’inizio che non lo otterrà; Johnny è sfuggente, determinato nel non concedersi ma pronto a sollecitare favori.
Inoltre, Walt è pronto ad accogliere i ragazzi in casa sua, a sfamarli, ma anche a bollarli per la loro provenienza ogni qualvolta qualcosa va storto, e succede molto spesso. Johnny, dal canto suo, è separato da lui per condizione sociale, statutaria e infine anche anagrafica. Roberto rimane sullo sfondo, meno definito e meno determinante nella vita di Walt e nella storia.
Le caratteristiche del personaggio di Walt ricorreranno anche in film successivi del regista: se ne trovano tracce nello Scott Favor del già citato “My Own Private Idaho” (“Belli e dannati”, 1991) ma anche nel Blake, clone di Kurt Cobain, di “Last Days” (2005), a suggerire un rapporto in qualche modo simbiotico con il regista.

Liberamente tratto dal romanzo autobiografico omonimo dello scrittore e poeta concittadino di Van Sant Walt Curtis, girato in 16mm, fotografato benissimo da John J. Campbell (di nuovo con Van Sant per “My Own Private Idaho” e “Even Cowgirls Get the Blues“), totalmente autoprodotto con 25’000 dollari, “Mala Noche” è un film anomalo nel panorama del cinema indipendente dell’epoca, più vicino a John Sayles che a Jim Jarmusch o altri registi apparsi a quel tempo, e dimostra una capacità introspettiva mai didascalica e un’originalità nel racconto che farà di Van Sant uno tra i registi più originali, più a suo agio con l’estremo che con il classico, comparsi sulla scena del cinema americano negli ultimi vent’anni.

Roberto Rippa

Rifiutato dal Sundance, presentato alla Berlinale, premiato al Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” nel 1988 e, come film indipendente/sperimentale, dalla Los Angeles Film Critics Association nel 1987.

 

Mala Noche
Regia, montaggio: Gus Van Sant; Sceneggiatura: Gus Van Sant, dal racconto di Walt Curtis; Fotografia: John Campbell (16mm); Musiche originali: Creighton Linday; Suono: Pat Baum; Interpreti: Tim Streeter, Doug Cooeyate, Ray Monge, Nyla McCarthy, Sam Downey, Robert Lee Pitchlynn, Eric Pedersen, Marty Christiansen, George Conner, Don Chambers, Walt Curtis, Cristo Stoyos; Produzione: Gus Van Sant per Northen Film; Produttore associato: Jack Yost, Chris Monlux; Distribuzione: Respectable Films; Origine: USA; Anno: 1985; Durata: 78’.

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