My Own Private Idaho > Gus Van Sant

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____Trama

Mike Waters e Scott Favor vivono per strada a Portland, Oregon, vendendosi indifferentemente a donne e uomini. Mike è gay e sofferente di narcolessia. Abbandonato da bambino, vive nel desiderio di ritrovare sua madre. Scott è il figlio ribelle del sindaco della città e vive la costante ricerca di rifiutare lo stile di vita del padre. Mike e Scott iniziano un lungo viaggio, alla ricerca della madre di Mike, che li porterà
dall’Oregon all’Idaho e quindi in Italia.

I could love someone, even if I’m not paid for it.
Let it be you
.
(Mike a Scott).

____Commento

Per Mala Noche l’ispirazione nasceva da un romanzo del suo concittadino Walt Curtis e in Drugstore Cowboy a fornire la storia era un romanzo autobiografico di James Fogle, qui la fonte di ispirazione dichiarata, almeno per quanto riguarda la storia di Scott – novello principe Hal – è la prima parte dell’Enrico IV di Shakespeare.
Mike e Scott si trovano ai margini della società per motivi diversi: Se per Scott la strada è una scelta di ribellione – forse strumentale, sicuramente temporanea – per Mike pare non essere altro che un’imposizione della vita. Non conosce suo padre e sua madre è sparita ormai da anni lasciandogli di sé solo un ricordo offuscato cui si aggrappa disperatamente. Mike e Scott costituiscono una sorta di famiglia, e Van Sant li guarda mettendo in evidenza il forte senso morale che li unisce. Li filma senza fare trasparire giudizio alcuno (un unicum nel cinema americano), ma solo grande affetto, mentre per strada si vendono sotto gli occhi di Bob, novello Falstaff, che capeggia il giro di marchettari.
Il film è diviso essenzialmente in due storie distinte (con quella riguardante Scott declamata spesso in versi) che si intrecciano continuamente grazie ai due personaggi principali. La narcolessia di cui soffre Mike, disturbo che porta ad addormentarsi in momenti di forte emozione o stress, permette da un lato di enfatizzare la debolezza del ragazzo di fronte al mondo, la sua necessità di avere qualcuno che si prenda costantemente cura di lui, ma consente anche al regista di smontare la tensione ogni qualvolta la vicenda raggiunge il suo acme emotivo. Ma anche in tutto il resto della storia Van Sant rifugge dalle più classiche malizie cinematografiche inserendo talvolta elementi comici nei momenti in cui sono più inattesi, mentre mescola Road Movie, Western e Orson Welles sempre mantenendo una sua indiscutibile originalità.
Non solo: memore dei suoi trascorsi artistici come pittore, mescola nelle immagini temi dell’arte classica come la Pietà e suggestioni Pop alla Andy Warhol (le bellissime copertine animate dei giornali porno in una scena, il personaggio di Mike che pare uscito da Flesh di Paul Morrissey).
Road Movie che ridefinisce il genere (parimenti a Wild at HeartCuore selvaggio di David Lynch, dell’anno prima), My Own Private Idaho è un racconto profondamente morale, che narra delle proprie radici, di vita e morte, di separazione, di assenza e della necessità di avere qualcuno e che, proprio perché non sfrutta mai in modo strumentale le occasioni drammatiche che offre la sua narrazione e neppure offre ai suoi personaggi facili vie di uscita, ha il potere di commuovere profondamente sia per la sua capacità di suscitare empatia che per la sua profonda sincerità anche oggi, a poco meno di vent’anni dalla sua uscita.
Il titolo trae ispirazione da un famoso brano dei B52’s (Private Idaho, dall’album Wild Planet del 1980) ma simboleggia quello che per Mike è un luogo onirico e della memoria, dove vede sua madre tenere in braccio lui da piccolo, in cui rifugiarsi ogni qualvolta la vita reale è insostenibile.
Keanu Reeves e River Phoenix trovano qui i loro ruoli migliori con quest’ultimo a offrire un’interpretazione tanto sentita da fare male allo spettatore.

Roberto Rippa

____La Produzione

Quando il regista, allora deduce dall’ottimo successo di critica di Drugstore Cowboy (1989) presenta il soggetto all’industria cinematografica americana, le risposte sono di rifiuto o di richieste di controllo e riscrittura della storia. Rifiutate entrambe le possibilità, Gus Van Sant si appresta a girare il film con un budget estremamente modesto, quando si fa avanti la New Line Cinema, allora interessata nel lanciarsi in alcune produzioni meno commerciali. Accettata la loro proposta, il regista si ritrova a poter contare su una cifra di 2.5 milioni di dollari per il suo progetto.

Come protagonisti per la sua storia, il regista vorrebbe Keanu Reeves e River Phoenix. Il primo accetta immediatamente, l’agente del secondo si rifiuta invece persino di fargli leggere la sceneggiatura. Sarà Reeves stesso a portargliela in Florida a casa sua (i due avevano lavorato insieme appena l’anno prima in I love You To Death di Lawrence Kasdan) ottenendo subito il suo consenso a partecipare.

Uscito negli Stati Uniti in 98 copie, il film raggiungerà una cifra di incasso pari a circa 6.5 milioni di dollari, risultato lunsinghiero che gli consentirà di accedere a maggiori finanziamenti per il successivo Even Cowgirls Get the Blues.

(fonte: Wikipedia)

My Own Private Idaho.
Belli e dannati

Regia e sceneggiatura: Gus Van Sant; Fotografia: John J. Campbell, Eric Alan Edwards; Montaggio: Curtiss Clayton; Musiche originali: Bill Stafford; Interpreti: River Phoenix (Mike Waters), Keanu Reeves (Scott Favor), James Russo (Richard Waters), William Richert (Bob Pigeon), Rodney Harvey (Gary), Chiara Caselli (Carmela), Jessie Thomas (Denise), Mike Parker (Digger), Grace Zabriskie (Alena), Tom
Troupe (Jack Favor), Udo Kier (Hans); Produzione: Laurie Parker per New Line Cinema; Distribuzione italiana: Penta; Origine: USA; Anno: 1991; Durata: 104’.

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