Catanzaro // Lo Sguardo Espanso. Cinema d’artista italiano in mostra (1912-2012)

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Lo Sguardo Espanso
Cinema d’artista italiano in mostra (1912-2012)

30 novembre 2012 – 3 marzo 2013
Complesso Monumentale del S. Giovanni – Catanzaro

 

Franco Angeli – Rosa Barba – Gianfranco Baruchello – Carmelo Bene – Umberto Bignardi – Salvatore Brancato – Anton Giulio Bragaglia – Sylvano Bussotti – Francesco Cangiullo – Cioni Carpi – Leonardo Carrano – Claudio Cintoli – Fortunato Depero – Francesco Di Cocco – Ra Di Martino – Giosetta Fioroni – Flatform – Rosa Foschi – Nato Frascà – Gianini e Luzzati – Arnaldo Ginna – Paolo Gioli – Andrea Granchi – Thorsten Kirchhoff – Ugo La Pietra – Silvio e Vittorio Loffredo – Roberto Lucca Taroni – Virgilio Marchi – Fabio Mauri – Arcangelo Mazzoleni – Davide Mosconi – Bruno Munari e Marcello Piccardo Magdalo Mussio – Ugo Nespolo – Pippo Oriani – Pino Pascali – Luca M. Patella – Gianni Pettena – Daniele Puppi Enrico Prampolini – Paola Salerno – Michele Sambin – Mario Schifano – Gianluigi Toccafondo – Danilo Torre – Franco Vaccari – Luigi Veronesi – Virgilio Villoresi – Debora Vrizzi – Zapruder

con un omaggio a Mimmo Rotella

a cura di: Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo, Andrea La Porta

 

 

Dal Futurismo fino all’odierna era digitale, molti artisti – anche in Italia – hanno avvertito la necessità di completare la loro ricerca estetica utilizzando le immagini in movimento. Lo sguardo espanso è una mostra retrospettiva che intende ricostruire la storia del cinema d’artista italiano, attraverso le opere di cinquanta autori di diverse generazioni, di differente formazione e provenienza geografica; una storia ancora poco conosciuta, anche per la difficoltà – che sussiste tuttora – nel reperire e vedere film che hanno, quasi sempre, avuto una circuitazione limitata.

Nei 23 ambienti del Complesso Monumentale del San Giovanni si sonda un percorso tematico-cronologico che copre l’arco di circa un secolo. Le opere audiovisive vengono messe a confronto con fotografie, disegni, dipinti, serigrafie, ecc., costituendo un affascinante viaggio visuale e creando un dialogo intermediale oggi quanto mai attuale.

Si parte dalle prime esperienze dei futuristi, autori del Manifesto della cinematografia futurista del 1916, ma anche di alcuni film da Thais di Anton Giulio Bragaglia a Velocità di Pippo Oriani, ma anche di progetti mai realizzati come Le mani di Enrico Prampolini. Protagonista assoluto negli anni ’40 è Luigi Veronesi, mentre tra gli anni ’50 e i ’60 la sperimentazione filmica d’artista è portata avanti dal toscano Silvio Loffredo (coadiuvato dal fratello Vittorio) che vive e lavora a Parigi e che realizza la famosa serie dei court-bouillon, assemblaggio di “film trovati” nei mercatini delle pulci. Anche un designer come Bruno Munari, insieme a Marcello Piccardo, si dedica al cinema, dando vita all’esperienza dello Studio di Monte Olimpino.

Centrale per comprendere l’evoluzione del cinema d’artista nostrano è naturalmente la fertile stagione dell’underground anni ’60, che vede protagonisti molti artisti romani, alcuni dei quali legati alla Cooperativa del Cinema Indipendente (attiva tra il 1967 e il 1970), con la funzione di distribuire e diffondere i film d’artista in Italia e all’estero. Tra di essi ci sono figure di rilievo come Gianfranco Baruchello, autore (insieme ad Alberto Grifi) de La verifica incerta, uno dei film sperimentali italiani più conosciuti al mondo; Luca Maria Patella, che utilizza il film insieme alla fotografia, alle installazioni sonore e, successivamente, al videotape, nell’ottica dei medium “senza peso”; Mario Schifano, regista – tra le altre cose – di una trilogia di lungometraggi che diventa riflessione teorico-poetica sull’arte e sul cinema. A questi si aggiungono altri artisti sempre di area romana come Franco Angeli, Nato Frascà, Giosetta Fioroni, Pino Pascali (che lavora nel campo della pubblicità e delle sigle televisive, ma che compare come performer in altri film degli amici artisti e filmmaker), nonché Fabio Mauri e Umberto Bignardi: questi ultimi due autori di interessanti cineinstallazioni che verranno ricostruite per l’occasione.

Nel corso degli anni alcuni artisti – come ad esempio il rodigino Paolo Gioli (anche lui autore di particolari dispositivi cine-fotografici) – hanno continuato ad adoperare il 16mm, altri sono invece passati al digitale, come il torinese Ugo Nespolo, che ha al suo attivo oltre 30 film. Vi sono poi figure che si sono mosse nei diversi campi dell’espressione artistica; dalla fotografia (il modenese Franco Vaccari) all’architettura e urbanistica (Gianni Pettena, Ugo La Pietra), dalle installazioni (il fiorentino Andrea Granchi o il messinese Salvatore Brancato) alla musica (Sylvano Bussotti, Davide Mosconi). E – in questo contesto di arti che si intrecciano tra loro – spicca una figura importante del teatro italiano, Carmelo Bene, autore tra il 1968 e il 1973 di corti e lungometraggi di carattere sperimentale. Un altro artista che lavora nell’ambito del teatro, della musica, del videotape e realizza film è il padovano Michele Sambin. Autori di alcuni film in 16mm e super 8 alla fine degli anni ’70 sono inoltre Arcangelo Mazzoleni e Roberto Lucca Taroni, oggi membro del collettivo Flatform, che anche avrà una sua opera in mostra.

Ampio spazio è dedicato all’animazione, una tecnica che – nel corso dei decenni – è stata adoperata e innovata da una serie di artisti: da Claudio Cintoli a Magdalo Mussio, da Rosa Foschi a Cioni Carpi (che ha vissuto e lavorato per molti anni in Canada), passando naturalmente per Lele Luzzati, pittore, scenografo e illustratore, autore (insieme a Giulio Gianini) di piccoli capolavori della storia del cinema animato. Tra gli artisti che si sono misurati con questa tecnica dagli anni ’90 in poi, vi sono i nomi di Gianluigi Toccafondo, Leonardo Carrano e Virgilio Villoresi.

Con il passaggio dall’analogico al digitale si fanno più labili le distinzioni tra “cinema d’artista” e “videoarte”, ma tuttavia – concettualmente parlando – vi sono alcuni artisti giovani che utilizzano tecniche diverse inserendosi nel solco di una tradizione consolidata: la fotografa calabrese Paola Salerno, che vive e lavora a Parigi; la friulana Debora Vrizzi, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, quasi sempre performer dei suoi cortometraggi; la siciliana Rosa Barba, presente alla scorsa Biennale di Venezia con un’installazione composta da proiettori 16mm; la romana Ra Di Martino, autrice di video monocanale e di installazioni; il danese ma italiano di adozione Thorsten Kirchoff principalmente pittore ma anche regista di alcuni cortometraggi; il catanese Danilo Torre, che lavora soprattutto sulla rielaborazione di immagini super 8.
In questa sezione della mostra che potremmo definire post-cinema d’artista, saranno inclusi anche Daniele Puppi che presenterà una delle installazioni del suo nuovo ciclo Cinema ri-animato e il gruppo Zapruder che, da diverso tempo, realizza film sperimentali in 3-D con una tecnica stereoscopica artigianale.

Pur non avendo mai realizzato film – anche se ne aveva progettato uno – Mimmo Rotella si è sempre nutrito di suggestioni tratte dall’immaginario cinematografico. Sarà quindi a lui dedicata la sala introduttiva della mostra, in cui saranno esposti alcuni suoi décollages, mentre su uno schermo sarà visibile a loop l’omaggio in forma di video dedicato all’artista catanzarese da Ugo Nespolo, che ha realizzato anche il manifesto della mostra.

 

 

 

Lo Sguardo Espanso
Cinema d’artista italiano in mostra (1912-2012)

30 novembre 2012 – 3 marzo 2013
Complesso Monumentale del S. Giovanni – Catanzaro

a cura di: Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo, Andrea La Porta

INFO E ORARI
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00
Complesso Monumentale del San Giovanni
Piazza Giuseppe Garibaldi, Catanzaro

PREZZO E RIDUZIONI
Intero:3 euro
Ridotto: 2 euro (Per studenti Accademia, Adulti oltre i 65 anni e Gruppi Scolastici)
Ingresso libero: Disabili e bambini entro i 6 anni di età.

CATALOGO: Silvana Editoriale, 300 pagine (ca.) in italiano e in inglese

 

 
 
 

 

ZAPRUDER filmmakersgroup

 

Virgilio Villoresi

 

Paolo Gioli

 

Mario Schifano

 

 

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