Isola di Capo Rizzuto // Segni di vita. Festival internazionale del cinema documentario (23-28 giugno 2015)

Segni di vita

Segni di vita
Festival internazionale del cinema documentario
I edizione / L’uomo oltre il territorio
Signs of Life • International Documentary Film Festival • First edition / Man beyond the territory
23-28 giugno 2015 • Foresta del Sovereto
Isola di Capo Rizzuto / Crotone
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« Lo Ionio non è mare nostro: spaventa. Appena partito da Reggio – città estremamente drammatica e originale, di una angosciosa povertà, dove sui camion che passano per le lunghe vie parallele al mare si vedono scritte “Dio aiutaci” – mi stupiva la dolcezza, la mitezza, il nitore dei paesi sulla costa. Così circa fino a Porto Salvo. Poi si entra in un mondo che non è più riconoscibile. Vado verso Crotone. Illuminati dal sole sul ciglio della strada, due uomini mi fanno segno di fermarmi. Mi fermo, li faccio salire. Mi dicono – questa è zona pericolosa, di notte è meglio non passarci. […] Ecco, a un distendersi delle dune gialle, in una specie di altopiano […]. »
Pier Paolo Pasolini, Viaggio in Calabria in La lunga strada di sabbia (1959)

 

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INTRODUZIONE

Il territorio di Isola di Capo Rizzuto ha rappresentato per molto tempo una zona no-limits, un territorio sconosciuto e misterioso, ma proprio per questo molto affascinante.
Pier Paolo Pasolini girò qui diverse scene del suo Il Vangelo secondo Matteo.
A distanza di quasi 50 anni dal viaggio che Pasolini fece in questo territorio sono cambiate molte cose, ma non la bellezza e il fascino di questa terra.
Segni di Vita non è solo un festival, ma anche un’esperienza di vita: l’uomo, la natura e il documentario come chiave per interpretare il complesso rapporto tra uomo e territorio.
Antonio Martino / Direttore artistico Segni di Vita. Festival internazionale del cinema documentario

 

segni di vita - LOCANDINA

 

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DOCUMENTARI IN COMPETIZIONE

DEEP LOVE
Regia di Jan P. Matuszyński | Polonia/2013, 86’

SINOSSI: Janusz, un uomo di 50 anni ma molto sicuro di sé, una persona incredibilmente attiva, un subacqueo appassionato che ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo, viene colpito da un ictus che lo lascia paralizzato. Asia, la sua donna, lo aiuta nella riabilitazione, lo aiuta a ritrovare la mobilità e migliorare le sue funzioni vitali. Januz ha perso la facoltà di parlare e l’unica persona che lo capisce è proprio la sua partner. Lo tiene in vita e lo motiva ad andare avanti nel realizzare il suo sogno: Janusz vorrebbe scendere ancora una volta sotto i 100 metri di profondità in mare. Il suo obiettivo è quello di raggiungere il bellissimo ma pericoloso Blu Hole, che rappresenta una sfida anche per un subacqueo in forma. L’amore profondo è stato prodotto da HBO Europa Cor Leonis. Produzione Otter Films.

IL REGISTA: Jan P. Matuszyński è nato nel 1984. si laurea in regia alla Krzysztof Kieślowski in Slezia, Polonia.

 

I TALK OTHERWISE
Regia di Cristian Cappucci | Italia-Svizzera/2015, 117’

SINOSSI: I Talk Otherwise è un film che percorre l’Europa lungo lo sguardo del Danubio, da Ovest a Est, dal Capitalismo al Comunismo, dalla Foresta Nera al Mar Nero, scorrendo tra le mescolanze, le fratture e le contraddizioni delle terre che il grande fiume attraversa. Come un road movie si muove dalle sorgenti in Germania, passando per Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania – fino a sfociare nel Mar Nero a confine con l’Ucraina.

IL REGISTA: Nato a San Giovanni Rotondo (FG) nel 1978, studia all’Università di Bologna, dove collabora con il semiologo Paolo Fabbri e svolge per lui una ricerca Sull’immedesimazione attraverso l’immagine cinematografica al Centre Pompidou di Parigi. Nel 2000 lavora come assistente al montaggio di Paolo Marzoni, collaborando alla realizzazione di diversi film, programmi TV e spot pubblicitari. Nel 2002 scrive e dirige Cronaca di un Perditempo, antisoap opera in formato digitale prodotta da Digicittà e Maxman presentata alla Mostra del Cinema di Venezia. Gira videoclip, pubblicità e making-of. Nel 2006 con Vanessa Zanini fonda la InClouds Production. I Talk Otherwise è il suo primo lungometraggio.

 

MEMORIE – IN VIAGGIO VERSO AUSCHWITZ
Regia di Danilo Monte | Italia/2014, 76’

SINOSSI: Roberto è appassionato di storia, in particolare del periodo della Seconda guerra mondiale. La sua vita è stata segnata dalla droga, dalla comunità e dal carcere, ma anche dai film e dalla lettura. Per il suo trentesimo compleanno, suo fratello gli regala un viaggio lento, in treno, verso una meta diversa dai soliti percorsi turistici. Un viaggio verso Auschwitz, un cammino a ritroso per ritrovare le radici del loro legame.

IL REGISTA: Danilo Monte è nato a Casoria (Napoli) e vive a Torino. Si è laureato al Dams di Bologna e attualmente lavora come regista nella società di produzione VideoTank di cui è socio. Autodidatta, sensibile alle tematiche politiche e sociali, utilizza il mezzo audiovisivo per interpretare la realtà e tessere relazioni. È regista, direttore della fotografia e montatore.

 

LARGO BARACCHE
Regia di Gaetano Di Vaio | Italia/2013, 65’

SINOSSI: Nei meandri di una Napoli decadente sorge Largo Baracche, cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli. Nell’incrocio di questi antichi vicoli, il regista Gaetano Di Vaio scruta e segue le vite di sette ragazzi. Con un tocco delicato, la macchina da presa ci mostra esistenze differenti, ognuna alle prese con il proprio passato, sogni ed avversità. La forza e il coraggio di poter sognare, persino per coloro che sono cresciuti in un luogo in cui “le opportunità sono eccezioni”, in cui fin dalla nascita incombe una condanna sulle proprie spalle.

IL REGISTA: Dopo trascorsi rocamboleschi nel mondo della microcriminalità napoletana e alcuni anni di reclusione nel carcere di Poggioreale, è oggi attore, regista e produttore. Nel 2009 coproduce, con Indigo Film, il corto Vomero Travel che varrà selezionato per le Giornate degli autori della 66° Mostra di Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2010 produce e dirige il film documentario Il loro Natale, presentato alla 67° Mostra di Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Controcampo Italiano”.

 

DAL PROFONDO
Regia di Valentina Pedicini | Italia/2013, 72’

SINOSSI: Dove si finisce quando si muore? “Sottoterra”, ci hanno sempre insegnato. Dal Profondo ribalta le prospettive mostrando come 500 metri sotto il livello del mare si nasconda, invece, la vita. Una lunga notte senza fine, senza stagioni, senza tempo. Un lavoro secolare che è orgoglio, maledizione. Chilometri di gallerie. Buio. Uomini neri. Una donna. Patrizia, unica minatrice in Italia dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. Centocinquanta minatori, gli ultimi, pronti a dare guerra al mondo “di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente. Un’esperienza unica per chi ha filmato, per chi guarderà, per chi quel mondo “capovolto” l’ha costruito. Il tutto al ritmo di una preghiera che ai morti è dedicata, ai vivi chiede ascolto: «De profundis, clamavi ad te, o Domine…».

LA REGISTA: Valentina Pedicini nasce a Brindisi nel 1978. All’età di 18 anni si trasferisce a Roma dove si dedica agli studi di Filologia e Linguistica italiana. Frequenta poi la Scuola Internazionale di Documentario Zelig, dove si diploma con il massimo dei voti in Regia. I suoi documentari sono selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. Dal Profondo è stato selezionato per l’Idfa Accademy, il Berlinale Talent Campus ed ha vinto il Premio Solinas 2011, Documentario per il Cinema. Dal Profondo è il suo primo lungometraggio dopo My Marlboro City, Mio Sovversivo Amore e Pater Noster.

 

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LA GIURIA

LORENZO HENDEL | regista / scrittore
Per oltre trent’anni Lorenzo Hendel ha realizzato documentari di creazione nell’ambito di RAI3 in Italia e in vari paesi del mondo. Nel 2005 ha diretto il film di fiction Quando i bambini giocano in cielo, interamente girato in Groenlandia con attori Inuit, che ha ricevuto premi e riconoscimenti in numerosi festival in Italia e nel mondo. Dal 2007 al 2013 è stato responsabile editoriale di “Doc3”, lo storico spazio di RAI3 dedicato al documentario di creazione. È stato membro di giuria nei più importanti festival del mondo. Nell’autunno 2014 ha pubblicato, per l’editore Dino Audino in Roma, il libro Drammaturgia del cinema documentario.

 

FELICE D’AGOSTINO | regista
Lavora con Arturo Lavorato. Insieme collaborano dal 2000 con Suttvuess come operatori, montatori e registi. Da sette anni svolgono, insieme ad Angelo Maggio, un’attività di ricerca e documentazione audiovisiva sulle feste religiose popolari in Calabria. Attualmente sono impegnati nella creazione di un archivio audiovisivo sulle lotte contadine nella Piana di Gioia Tauro. Vivono, creano e tentano goffamente di sopravvivere tra Roma e la Calabria. Con Il canto dei nuovi emigranti hanno vinto il premio Doc 2005 al Torino Film Festival e il premio Casa Rossa Doc al Bellaria Film Festival.

 

FRANCESCA CAIAZZO | giornalista
Laureata in Sociologia – indirizzo Comunicazione e Mass Media – all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, ha intrapreso l’attività giornalistica nella capitale scrivendo per alcune testate locali. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Calabria dal 2006, inizialmente nell’elenco pubblicisti e dal 2009, a seguito del superamento dell’esame di idoneità professionale, in quello dei professionisti. Ha collaborato all’interno degli uffici stampa e comunicazione di associazioni ed enti sia pubblici che privati tra i quali l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, entrambi con sede a Roma. Da dicembre 2006 torna in Calabria, sua terra d’origine, dove inizia a lavorare nella redazione giornalistica di Video Calabria, principale emittente televisiva calabrese. Nel 2009 diventa giornalista professionista. Negli ultimi 8 anni si è occupata di realizzare servizi, reportage e inchieste nei quali sono stati affrontati diversi temi concernenti al vita politica, sociale e culturale della realtà calabrese. Ha ideato e condotto varie trasmissioni televisive, due delle quali realizzate quasi totalmente all’estero al seguito dei militari italiani impegnati nelle missioni di pace in Libano e in Afghanistan. Nel 2008 vince il premio “Gianpaolo Stigliano Messuti” per il miglior servizio giornalistico televisivo, indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Nel 2011 è stata insignita del titolo di Caporale ad honorem dell’Esercito Italiano dal Colonnello Luciano Carlozzo, già comandante del Primo Reggimento Bersaglieri Brigata Garibaldi di Cosenza.

 

JONATHAN FERRAMOLA | direttore artistico / giornalista
Jonathan Ferramola, emiliano e viaggiatore, praticamente un Chatwin in pantofole. Giornalista e autore radiofonico per Popolare Network e RadioRai3, collaboratore della ONG COSPE dal 2003 in diversi progetti di comunicazione e produzioni multimediali, consulente di comunicazione per la Regione Emilia-Romagna. Dal 2007 fondatore e direttore artistico del Terra di Tutti Film Festival.

 

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WORKSHOP

LET’S VIDEOCLIP!
a cura di Fabio Luongo

«Oggi più di ieri il videoclip musicale è uno dei media più efficaci e diffusi in tutto il mondo per veicolare la musica in Tv e sul Web! Pertanto è molto importante capirne i sistemi e farli propri per riuscire, innanzitutto, a saperli leggere con competenza quando li vediamo alla tv e per saperli realizzare, qualora volessimo promuove un cantante e le sue canzoni. Vista la quantità di videoclip che girano soprattutto in rete oggi, esso può anche diventare una attività lavorativa interessante oppure un primo approccio vero al mondo dell’audiovisivo e, perché no, anche al cinema. Io ho cominciato proprio così e ad oggi ho realizzato più di sessanta video ad artisti noti prima di immettermi nel mondo televisivo dove tuttora lavoro. In questo corso verranno forniti ai partecipanti gli strumenti base teorici e pratici per inventare, girare e finalizzare un videoclip musicale autonomamente. In molti casi, tra cui questo, il videoclip può essere anche strumento di promozione del territorio (pensiamo a molti video dei Negramaro girati in Puglia ad esempio). Per territorio oltre ai paesaggi si intendono anche le sonorità e le caratteristiche che esprime la Band o il cantante prescelto.»
– Fabio Luongo

FABIO LUONGO | regista / autore televisivo
Nato ad Avellino nel 1979 e laureato presso il DAMS di Bologna, tra il 2003 e il 2006 vince con i video di Marta sui Tubi e A Toys Orchestra i più importanti festival di videoclip indipendenti italiani. Successivamente lavora per etichette del calibro di Sony BMG, Universal, Sugar e con artisti quali Luca Carboni, Neffa, Roy Paci, Negrita, Marlene Kunz, Sud Sound System, Pier Cortese, Le Vibrazioni, Samuele Bersani, Daniele Silvestri. Dal 2012 lavora all’interno di Stand By Me, società di produzione guidata da Simona Ercolani, per la quale ha realizzato, in qualità di autore e regista, diverse docuserie: Calciatori, giovani speranze (40 puntate), Radio Emilia 5.9 (20 puntate) e MOTORHOME, piloti di famiglia.

 

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INCONTRI

DRAMMATURGIA DEL CINEMA DOCUMENTARIO
un libro di Lorenzo Hendel
presentato dall’autore

Drammaturgia del documentario un libro di Lorenzo Hendel (Dino Audino editore, 2014).

Fin dal titolo, Drammaturgia del cinema documentario si pone l’obiettivo di individuare i principi della narrazione documentaristica contemporanea, partendo dal dato di fatto che il documentario ha subito una trasformazione genetica.

Il libro analizza la complessa struttura narrativa dei documentari realizzati da una nuova generazione di cineasti accomunati dalla voglia di raccontare il mondo senza ricorrere al linguaggio didascalico del giornalismo, ma, al contrario, utilizzando forme narrative e dunque un approccio drammaturgico. L’autore, forte della sua lunga esperienza professionale, non elenca norme da seguire meccanicamente, ma, attraverso numerosi esempi, fornisce un quadro di riferimento nato dall’osservazione di decine di esperienze produttive dalle ipotesi di partenza fino alla realizzazione. Convinto che osservare un metodo nel corso della sua applicazione sia molto più istruttivo che elencarne in astratto le regole, egli trasforma la fatica e la ricerca di tanti documentaristi nella linfa vitale del testo, disegnando un ventaglio di possibilità e di direzioni di lavoro.

Il libro, destinato a chi ha scelto di realizzare documentari per mestiere e scopo della vita, si rivolge anche a chi ha a cuore la comprensione e la ricerca teorica del genere e a chi semplicemente guarda al documentario con curiosità e interesse.

 

PER ME SCOMPARSO È IL MONDO
un libro di Emiliano Erredia
presentato da Il Kino

Per me scomparso è il mondo un libro di Emiliano Ereddia (Corrimano edizioni, 2014).

Un senza nome, chiamato semplicemente Boss dalla sua truppa di disadattati pronti a tutto, o meglio la sua band, che risulta come una famiglia formata da personaggi che compiono azioni altre la legalità. Una risposta importante da dare al più grande figlio di puttana esistente, e Boss la sta preparando, un ricatto a cui non bisogna cedere. Un romanzo rock‘n‘roll quindi, di genere noise.

EMILIANO EREDDIA | scrittore / autore televisivo / sceneggiatore
Emiliano Ereddia è nato all’ombra dei Monti Iblei, in Sicilia, nel 1977.
Autore televisivo, sceneggiatore del cult-movie W Zappatore premiato al Brooklyn Film Festival 2011 come miglior film, è un musicista e vive a Roma. Per me scomparso è il mondo è il suo primo romanzo.

IL KINO
Il Kino è un cinema. Il Kino non è un cineclub. Al Kino non c’è il 3D: due bastano e avanzano. Il Kino è irriverente, infantile, intelligente. Al Kino puoi vedere quello che gli altri non ti fanno vedere. Al Kino puoi vedere cinema, studiare cinema, fare cinema. Al Kino è come una festa. Al Kino è come un festival. Il Kino è un bistrot, il Kino è un’enoteca. Il Kino è i suoi divani. Al Kino puoi vedere il nuovo cinema indipendente. Il Kino può dare dipendenza. Il Kino è un’idea, un manifesto, una follia. Il Kino è come dei pazzi. Il Kino è al Pigneto. Il Kino a un certo punto si chiamava Blutarsky. Al Kino c’è la versione originale. Al Kino è prendi l’aperitivo, vedi il film. Poi un altro aperitivo, e un altro film. Al Kino ci sono le Carte Blanche. Al Kino ci sono i vini biodinamici. Al Kino c’è la notte Cult del Sabato. Il Kino è vicino. Al Kino c’è un pianoforte. Il Kino prima di nascere era il Grauco. Il Kino lo abbiamo aperto in 54, sembriamo tanti, ci sentiamo pochi. Al Kino si vede il cinema italiano. Al Kino ci sono i fannulloni e bamboccioni. Il Kino è precario. Il Kino vuole bene a Dude Lebovski e a Alex DeLarge, a Vincent Vega e a Rick Blaine, a Rocky Balboa e a Marcello Rubini. Il Kino è chi si, e Ki No. Il Kino è Kinopravda, Kinotto, Kinino. Il manifesto del Kino è il Manikino. Il Kino è appena nato e forse non sa ancora bene chi è. Il Kino vuole crescere. Il Kino ha bisogno di tutti. Al Kino tutti possono partecipare, decidere, inventare rassegne, proporre programmi.
www.ilkino.it

 

TURISMO E CREATIVITÀ
Modelli a confronto. Tavola rotonda sul turismo sostenibile

Partecipano:
• Itacà – Festival del turismo respondabile (Gruppo Yoda, Bologna)
• Leonardo Gallico – esperto (Roma)
• Kilowatt (Bologna)
• Nicola Zurlo – Agriturist (Crotone)

Moderatore:
• Jonathan Ferramola

 

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PERFORMING AREA

NO LAND TRACK
live audio/video performance
a cura di Jan Maio

Jan Maio nasce a Savona nel 1972, artista e figlio d’arte cresciuto a fianco di un grande maestro come suo padre, sassofonista e flautista che trasferendo in lui la passione per la musica, contribuisce alla sua formazione. Musicista assolutamente trasversale, attualmente è sound designer, compositore, arrangiatore, strumentista eclettico, docente Steinberg Educational e produttore musicale.
Compositore d’avanguardia di audiovisivi e multimediali, irrimediabilmente outsider in tutte le forme di collaborazione e contaminazione, trascorre gran parte della propria infanzia all’estero tra Canada, Inghilterra e Olanda. A soli otto anni si stabilisce in Marocco con la famiglia e successivamente in India, dove resta fino a 10 anni per poi tornarvi da maggiorenne per seguire un corso di violino carnatico e per imparare a suonare il sitar. Dopo la lunga parentesi estera, trascorre la sua adolescenza a Savona e a soli dieci anni comincia a suonare il violino, frequenta il Conservatorio di Genova Nicolò Paganini, e ritrovandosi sommerso da tastiere, registratori multitraccia e mixer del padre si avvicina al mondo della composizione musicale sfociata in computer music con l’avvento dell’Atari e del primo campionatore Akai. Il nucleo della ricerca di questo artista multiforme risiede nell’esperienza musicale, determinata da una vera e grande passione per il rock e tutte le sue derivazioni, che intorno alla metà degli anni ottanta lo avvicina a gruppi come Klasse Kriminale (nota band Oi! italiana nata a Savona negli anni ottanta), per cui a soli sedici anni incide il suo primo disco.
Le occasioni fra sonorità elettroniche e melodie rock non mancano, così il crescente successo che lo porta ad incidere il suo secondo disco con i F.A.R. (uno dei primi gruppi italiani di musica industriale) e alla composizione di un album con il gruppo F.E.M. prodotto da Carlo Albertoli con la casa discografica Vox Pop, che ha lanciato artisti come Africa Unite, Casino Royale, Mau Mau, Afterhours, Prozac+ e molti altri. È proprio durante la registrazione di questo disco che conosce Federico De Robertis compositore del regista Gabriele Salvatores che lo invita a comporre un brano a due mani e a suonarlo come violinista per la colonna sonora di Nirvana (Windy City). Per ben dodici anni collabora con Mgz & Le Signore producendo il singolo Sopravvivo senza motivo e girando Italia ed Europa in tour. Lavora per 6 anni per Cubase Magazine (edizioni Milano Publishing) e CM2 (edizioni RPM) come sound designer per i cd samples, e giornalista. Trasferitosi a Bologna, mette in rete le sue sfaccettate competenze professionali in termini di composizioni musicali sia promozionali che istituzionali: compone musiche originali per spot, sigle, campagne sociali e siti web come Unesco, Petrol Oil, Saeco, Mentadent, Carisbo, Poltrone&Sofà, BMW Series One, Regione Emilia-Romagna, Avis, Filodoro etc, collabora a vari album di band come produttore artistico e arrangiatore. In ambito cinematografico oltre ad aver partecipato a Nirvana, e collaborato a Denti (sempre di Gabriele Salvatores), realizza musica originale, sound design e post produzione audio per il lungometraggio Fuorivena di Tekla Taidelli, ospite al Locarno Film Festival 2005 e primo premio “miglior film” al XXIII Sulmona Film Festival e lavora per numerosi cortometraggi e documentari premiati in Italia e all’estero.
Attualmente si occupa di sound design e composizione per immagini, docenza Steinberg e produzione artistica di band emergenti.
www.janmaio.com

 

PRIMO PIANO. CLOSE-UP
Improvvisazione jazzistica per immagini in movimento
a cura di ilcanediPavlov! (Alessio Galbiati)

Alessio Galbiati (Bergamo, 1978) è critico cinematografico, grafico e web designer.
Nel 2007 ha fondato Rapporto Confidenziale – rivista digitale di cultura cinematografica, progetto editoriale italo/svizzero per il quale è direttore editoriale. Dal 2006, con il nome ilcanediPavlov!, è attivo in ambito performativo attraverso la pratica del VJing e del montaggio live. Vive a Torino.
www.rapportoconfidenziale.org

 

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LOCATION

FORESTA DEL SOVERETO
Nel 1986 la Famiglia Piscitelli apre un piccolo campeggio all’interno della riserva del Sovereto diventando subito famoso per la bellezza e l’armonia dell’ambiente e per il cibo vegetariano.

 

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DIRETTORE ARTISTICO

ANTONIO MARTINO

Antonio Martino, regista da sempre impegnato in tematiche sociali ed ambientali, riceve il prestigioso Premio Ilaria Alpi nel 2007. Dopo aver prodotto alcuni dei suoi documentari con la AntonioMartinoFilmProd, è, dal 2013, socio della casa di produzione Bo Film.
Attualmente lavora inoltre come video reporter in aree di crisi.
www.antoniomartino.net

Antonio Martino / Filmografia:
in produzione • The Black Sheep
in produzione • Veronica is on her way
2014 • Quello che resta
2012 • Isqat al Nizam – Ai Confini del Regime
2011 • Macauba. Appunti di lotte e di energia
2009 • Be Water, My Friend
2009 • Nìguri
2007 • Pančevo_Mrtav Grad
2006 • Gara de Nord_Copii Pe Strada
2005 • Fatma Aba-ad. Come ho imparato ad amare i Saharawi
2005 • Noi siamo l’aria non la terra
2004 • Siamo fatti così

 

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CREDITI & PARTNER

Una produzione
another beach project
Proloco Le Castella

Con il sostegno di
Comune di Isola di Capo Rizzuto

Festival partner
Terra di Tutti Film Festival

Media partner
Rapporto Confidenziale
cinemaitaliano.info
http://www.anotherbeach.com/#!segni-di-vita/c1ovp

 

 



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