L’architettura è propaganda e il futuro non è un bosco verticale. “The Flying Gardeners” di Boeri & Grimaldi

Guardando The Flying Gardeners – cortometraggio diretto da Giacomo Boeri e Matteo Grimaldi nel 2016, realizzato dalla società di produzione The Blink Fish (fondata da Giacomo Boeri) e commissionato dallo studio Stefano Boeri Architetti (come indicato sul sito della produzione) – si potrebbe rimanere estasiati nell’osservare tre botanici/giardinieri volare nel vuoto legati a delle funi intenti nel far del giardinaggio fluttuante sospesi su di un grattacielo. Trattasi del celeberrimo Bosco Verticale dello studio Stefano Boeri Architetti, edificato a Milano nel quartiere Isola. Si potrebbero guardare queste immagini e non pensare a nulla, contemplarle come un fatto estetico, come una coreografia entro la quale l’essere umano danza tra i volumi d’una architettura positivista. Oppure si potrebbe rimanere interdetti nel cogliere questa realtà messa in scena e colorcorretta nella sua assoluta illogicità, si potrebbe rimanere turbati nel trovare ridicola l’idea che la cura di alcune piante debba essere svolta da esseri umani imbragati e sospesi nel vuoto. E potrebbero addirittura tornare alla mente alcuni passaggi de La società dello spettacolo di Guy Debord:

“L’urbanistica è presa di possesso dell’ambiente naturale e umano da parte del capitalismo che, sviluppandosi logicamente in dominio assoluto, può e deve ora configurare la totalità dello spazio come proprio scenario.”

 

“L’urbanismo che distrugge le città ricostituisce una pseudocampagna, nella quale sono perduti sia i rapporti naturali della vecchia campagna sia i rapporti sociali diretti e direttamente messi in questione della città storica. È un nuovo contadiname fittizio quello che le condizioni di habitat e di controllo spettacolare ricreano nell’attuale «territorio programmato» […] Le «città nuove» dello pseudocontadiname tecnologico iscrivono chiaramente nel terreno la rottura col tempo storico sul quale esse sono costruite; la loro insegna potrebbe essere: «Qui, non succederà mai niente, e niente è mai successo». Evidentemente, è proprio perché la storia, che bisogna liberare nelle città non vi è ancora stata liberata, che le forze dell’assenza storica incominciano a delineare il loro paesaggio esclusivo.”

Perché, come ammoniva Feuerbach ne L’essenza del Cristianesimo, citato proprio da Debord in apertura al saggio:

“E senza dubbio il nostro tempo… preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere… Ciò che per esso è sacro non è che l’illusione, ma ciò che è profano è la verità. O meglio, il sacro si ingrandisce ai suoi occhi nella misura in cui al decrescere della verità corrisponde il crescere dell’illusione, in modo tale che il colmo dell’illusione è anche il colmo del sacro.”

E, ancora con Debord:

“L’intera vita delle società, in cui dominano le moderne condizioni di produzione, si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.”

L’architettura è propaganda e il futuro non è un bosco verticale. •

Alessio Galbiati

 

 

THE FLYING GARDENERS
Regia: Giacomo Boeri & Matteo Grimaldi • DOP: Giacomo Frittelli • Colorist: Lorenzo Ameri • Production Manager: Guido Ingenito • Production Coordinator: Alberta Molajoni • Suono: Francesco Molaro • Sound Design: Niccolò Di Guida • Produttore esecutivo: Paolo Soravia • Production Assistant: Primavera Fumagalli • Produzione: The Blink Fish • Coproduzione: Chiacago Architecture Biennial, Shanghai Urban Space Arte Season • Supportato da: Comune di Milano, Consolato italiano di Chicago, Chicago Sisters Cities International, ICE – Italian Trade Commission • Sponsor: Solidea, Azimut, Albero della Vita Milano 2015, Orgoglio Brescia, Kendall College, Chirico Design • Collaborazione: Lombardia Film Commission • Paese: Italia • Anno: 2016 • Durata: 9′



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