Hostages > Rezo Gigineishvili

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Festa del Cinema di Roma 2017 / Tutti ne parlano

Prima di entrare in sala bisognerebbe non sapere nulla di Hostages del georgiano Rezo Gigineishvili. Non leggere sinossi o mini plot sulla semplice trama. Perché Hostages è un film in salita. Tenta un crescendo di tensione assai astuto e serrato che si risolverà nell’ansia gelida dell’epilogo finale.
Un gruppo di ragazzi georgiani nella Tbilisi degli anni ’70 è alle prese con un qualche oscuro segreto, un patto tra di loro ci fa capire che stanno partendo per commettere qualcosa di irreversibile. Sono tutti artisti, attori, pittori, studenti di medicina, si conoscono da tempo e i loro genitori li controllano a distanza.
Sono i figli dei funzionari di partito della Georgia comunista, non possono fare niente di sconveniente perché loro incarnano il frutto del benessere che il partito ha loro promesso.
Eppure qualcosa non torna. I due sposini Nika e Anna e i loro amici sognano di scappare dalla Georgia, frequentano le funzioni religiose della chiesa ortodossa per ribellione, leggono la Bibbia e ascoltano musica rock inglese e americana. Non vogliono far parte del mondo in cui sono cresciuti, sognano la libertà e la desiderano con così poca ragionevolezza da pensare di poter dirottare un volo diretto a Mosca, arrivare in Turchia, e da lì fuggire di nuovo verso l’Europa.
Dirottare un aereo è qualcosa che li rende allegri e spensierati, maneggiano armi con innocente leggerezza, impugnandole e puntandole, senza mai sparare, ballano la danza Khorumi – un’antica danza delle fertilità ballata dai cacciatori rimasta poi tradizionale nei matrimoni. Anche i giovani russi contemporanei, disinibiti, amanti del rock&roll e lettori voraci di testi cristiani proibiti, sanno ballare la danza Khorumi e la danzano ebbri di vino e grappa alla prugne, mentre la camera li insegue in uno spettacolo sfocato dal sapore amaro come un finale di partita.
I due sposi sanno bene che quella sarà l’ultima danza, e perciò se la godono.

 

 

L’opera sembra essere volutamente e scenicamente svuotata di significato. È come se il regista non sappia cosa fare, se stare dalla parte dei fuggitivi, armati e spavaldi, o con i georgiani rimasti a Tbilisi che poi in seguito li processeranno.
Non c’è morale e non ci sono giudizi ma non c’è nemmeno alcuna rabbia manifesta nella ribellione che si sta per compiere. Ci sono poi lampi durante i quali vediamo i criminali mettersi a ridere per quello che stanno facendo. La posta in gioco è fuorviante.
La sceneggiatura scorre lenta, sonnacchiosa, mentre tenta di spiegare cosa significhi vivere in un paese comunista alla fine degli anni ’70, (con l’Europa che si libera apparentemente di tutte le imposizioni culturali), raccontando momenti di vita, scambi veloci tra adolescenti, bagni di notte, e pistole tenute in mano senza sicura, che spaventano lo spettatore ma non loro, incapaci di sparare. Eppure non gli importa.
Quello che conta è che andranno via di lì.
L’ingenuità della narrazione non è comunque in grado di disinnescare la bellezza e la forza della macchina da presa, che è invece in grado di produrre immagini importanti e significative come l’addio di Nika ai suoi familiari – un lungo piano sequenza davvero incredibile in cui lo vediamo salutarli uno a uno, come in un lungo addio pieno d’amore. Perché Nika ha deciso che non ci sarà più spazio per quel mondo di feste in famiglia, per quel clima di controllo conservatore contrario a qualunque riforma, che non ci sarà più spazio nella sua vita per quel mondo destinato a scomparire, a dissolversi per sempre. •

Giuliana Liberatore

 

 

HOSTAGES
Regia: Rezo Gigineishvili • Sceneggiatura: Rezo Gigineishvili, Lasha Bugadze • Fotografia: Vladislav Opeliants • Montaggio: Andrey Gamov, Jaroslaw Kaminski • Costumi: Tinatin Kvinikadze • Musiche: Giya Kancheli • Produttori: Vladimer Katcharava, Tamara Tatishvili, Mihail Fenogenov • Interpreti principali: Merab Ninidze (Levan), Darejan Kharshiladze (Nino), Tina Dalakishvili (Anna), Avtandil Makharadze (Shota), Irakli Kvirikadze (Nika), Giga Datiashvili (Koka), Giorgi Grdzelidze (Sandro), George Tabidze (Oto), Giorgi Khurtsilava (Lasha), Vakhtang Chachanidze (Irakli), Ekaterine Kalatozishvili (Tamuna) • Produzione: 20 Steps Productions, Inkfilm • Paese: Georgia, Russia • Anno: 2017 • Durata: 103′



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