Kuso > Steve (Steven Ellison aka Flying Lotus)

Un devastante terremoto ha colpito Los Angeles radendola al suolo. La città è distrutta. Frollata. Spappolata. Oltre l’Apocalisse sopravvivono solo macerie architettoniche e umane. Un Big Bang che ha fatto tabula rasa dello schifo chiamato presente al quale sono scampati un girone infernale di esseri umani geneticamente mutanti e malconci, infetti e squilibrati, pieni di pustole secernenti essudato cellulare granulocitario. In questo inferno in terra, che appare una caricatura deformante dell’oggi, una colonia di degenerati non ha pensato a nulla di meglio che mettere in piedi un network televisivo che trasmette nelle case dei mostruosi sopravvissuti una programmazione putrescente. Dentro a questa realtà distopica si muovono i personaggi, uno più sconclusionato e ributtante dell’altro. Kuso è uno di quei film che forse non è nemmeno un film, perché troppo scapestrato e iperbolico, troppo riluttante a muoversi all’interno d’una qualsiasi forma di narrazione, un film che vive di intuizioni e immagini tra loro slegate, un videoclip lungo, ma che proprio per questi eccessi risulta interessante. Una specie di collage che frulla tra loro animazioni, immagini televisive, abbondante makeup e mille altre suggestioni da b-movie tenuti blandamente insieme da una struttura a capitoli (quattro: Royal, Mr. Quiggle, Smear e Sock) e diluiti in una sontuosa colonna sonora già leggendaria by Aphex Twin, Akira Yamaoka, Thundercat e Flying Lotus. Da segnalare la presenza nel cast di sua maestosità George Clinton!

Un film dell’eccesso, a tratti inguardabile nella sua ostinata ricerca del ributtante, che pare voler denunciare attraverso una parodia (paranoide) le mostruosità messe in onda dalla televisione, una illustrazione di quel senso del limite quotidianamente perduto dall’informazione urlata del mainstream – assetata di immagini sempre più crude, crudeli e scioccanti.

Kuso ricorda il mitologico Forbidden Zone dei fratelli Richard & Danny Elfman (1980), pur senza quella carica camp o forse con la medesima eversione kitsch traslata però dal fantastico allo splatter pulp, ed è senz’altro debitore del solco tracciato da Mondo cane di Jacopetti, Cavara e Prosperi (1962).

Firma la regia Steve, ovvero Steven Ellison, ovvero Flying Lotus – apprezzato musicista e produttore losangelino, etichetta Warp Records, qui al suo esordio al lungometraggio.

Presentato nella sezione Midnight del Sundance il film farà il suo rivoltante esordio italiano al Torino Film Festival 2017. •

Alessio Galbiati

 

 

KUSO
Regia: Steve (Steven Ellison aka Flying Lotus) • Sceneggiatura: Steven Ellison, David Firth, Zack Fox • Fotografia: Norm Li, Danny Hiele, Benjamin Goodman • Montaggio: Steven Ellison, Lucas Lynch • Colonna sonora: Flying Lotus, Aphex Twin, Akira Yamaoka, Thundercat • Produttore: Eddie Alcazar • Interpreti principali: Iesha Coston (Missy), Zack Fox (Manuel), Bethany Schmitt (B, The Buttress), Shane Carpenter (Charlie), Oumi Zumi (Kenneth), Mali Matsuda (Angel), Tim Heidecker (Phil), Hannibal Buress (Kazo), Donnell Rawlings (Mazu), Anders Holm (Teacher), Regan Farquhar (News Pirate), David Firth (Royal), George Clinton (Doctor Clinton) • Produzione: Brainfeeder Films, XYZ Films • Distribuzione: Brainfeeder Films • Paese: USA • Anno: 2017 • Durata: 92′



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