Marlina: femminismo omicida

Marlina, omicida in quattro atti (della regista indonesiana Mouly Surya, classe 1980) comincia in modo folgorante. E avvizzisce in un manierato film di sessismo al contrario. Elogio della totale individualità femminile, per mezzo della decapitazione d’ogni maschilità. Ai limiti del saffismo, il desidero d’incastonare in un continuum la morte del “maschio padrone” attraverso lo sfondo d’una natura indonesiana stucchevolmente patinata (accompagnata da musiche fastidiose: di Zeke Khaseli e Yudhi Arfani: laddove iterative, fuori luogo; quando “suggestive”, retoriche), finisce per consegnare allo spettatore un mero manifesto della “donna” che – quasi ricordando le parole di Simon de Beauvoir nel monumentale saggio Le Deuxième sexe – “in fondo non è che un uomo come gli altri” (Deuxième sexe [Le], in Nuovo Dizionario di Sessuologia Longanesi). Se il film si fosse fermato al primo atto, avremmo avuto un teso cortometraggio: una donna minacciata di violenza sessuale da più uomini – da lei ricevuti, nutriti, avvelenati (uno di questi, decapitato) – che si libera con astuzia, in una catarsi per lo spettatore. Ma abbiamo ben 3 atti successivi. Peccato. •

Dario Agazzi

 

 

MARLINA, OMICIDA IN QUATTRO ATTI
Regia: Mouly Surya • Sceneggiatura: Mouly Surya, Rama Adi • Soggetto: Garin Nugroho • Fotografia: Yunus Pasolang • Montaggio: Kelvin Nugroho • Musiche: Zeke Khaseli, Yudhi Arfani • Interpreti principali: Marsha Timothy, Dea Panendra, Egi Fedly, Yoga Pratama, Rita Matu Mona, Yayu Unru, Anggun Priambodo, Ayez Kassar, Safira Ahmad, Indra Birowo, Ozzol Ramdan, Haydar Salishz, Norman R. Akyuwen • Produzione: Cinesurya • Distribuzione: Lab 80 film • Paese: Indonesia, Francia, Malesia, Tailandia • Anno: 2017 • Durata: 93′

AL CINEMA DAL 18 GENNAIO 2018 / Lab 80 film



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