Una (bestiale) putrefazione. “Loro 1” di Paolo Sorrentino

Mi ha disfatto da ogni parte e io sparisco,
mi ha strappato, come un albero, la speranza.
Giobbe 19,10

Loro 1 è – purtroppo – un film che non si può coscientemente trascurare. Ci spiegheremo.

L’aneddoto d’un Berlusconi cultore delle nomenclature latine dei fiori è una di quelle cospicue narrazioni leggendarie con le quali giustificare citazioni da Natalia Ginzburg (vorremmo proprio sentirlo, Berlusconi, mentre cita la Ginzburg) o italianizzazioni stravaganti come “Isacco” (sic) Newton. E se a principio del film – immersi come siamo in un paesaggio d’indigesta lascivia – il pensiero va (sia perdonata la blasfemia) a La città delle donne o Ginger e Fred di Fellini, subito c’accorgiamo che ad andare in putrefazione non è Roma con le sue immondizie o il Sud rigonfio di meretrici poppute. Ad andare in putrefazione è la sceneggiatura. Putrefatta è la regia, con le sue scelte d’inquadrature a metà strada fra suggerimenti metafisici in bikini per ebeti sentimentali e carrellate che – con stuporosa fissità rimbambita – vorrebbero abbozzare frammenti di sfacelo, vette acuminate e assassine del kitsch, goffi arrancamenti verso le guglie d’un “potere” ridotto ad accappatoi e onanismi di quattro secondi “esatti” (sic). Putrefatto è il milieu delle cimici servili che Berlusconi designano come “Lui”. Putrefatto è Scamarcio (purtroppo, il nome si presta al gioco), con i suoi tiramisù coperti di stagnola e il grifo porcino dai ben noti occhioni incastonati. Putrefatta è Elena Sofia Ricci (i tempi – ahinoi – di Stefano Quantestorie di Nichetti sono ormai così lontani…), con i suoi ostentati libretti Adelphi di Saramago – l’autore fra l’altro di Cecità, un calco (a nostro vedere) della ben più grande Peste di Camus. Putrefatto, infine, è “Lui”: Servillo che indossa la maschera di Berlusconi facendo le smorfie di Servillo e finendo per indossare la maschera di Servillo che fa le smorfie di Berlusconi. Ogni fiction in forma seriale del calibro di Loro 1 su d’un personaggio vivente – ricordiamolo perché è sempre utile: secondo Forbes quinto uomo più ricco d’Italia, 188° nel mondo, con un patrimonio che è più del doppio di quello del (miliardario) presidente in carica americano Donald Trump – finisce per fomentare l’immagine d’un uomo che sa essere sentimentale evocando Una domenica bestiale di Concato per la moglie. E Concato si presta davvero a mimare se stesso, patetico chansonnier dai baffi tristi che, come il giullare alla corte medievale procura istanti di gioia al signore che si rimpinza di pollame, così procura a Servillo-Berlusconi l’emozione del ricordo sulle note biascicate e tartagliate del 1982: potendo – costui – rimpinzarsi “d’un fiore confondendolo con l’amore”. Perché di questo lento decadere nel ricordo (bestiale) si pasce Loro 1, brucando nei prati del gossip semplicistico e agiografico: con quella pecora della prima inquadratura che è lì a rammentarcelo. La stanchezza (bestiale), soprattutto, d’un “uomo che s’è fatto da sé”. E quando Servillo-“Lui”-Berlusconi lo grida in faccia al patetico ex-ministro con la camicia istoriata di porcelli (espedienti che volendo tracimare in un grottesco post-fantozziano, non riescono in verità neppure a tangerlo), siamo alla constatazione che tutto è davvero putrefatto. Nessuna seria indagine, nessuna lettura approfondita, nessuno studium del soggetto di cui si parla. Non basta il passaggio d’un (bestiale) rinoceronte – che nella pièce di Ionesco Il rinoceronte allude all’ottuso rincretinire collettivo – per conferire spessore, suggerire metafore, far riflettere sui motivi per i quali il danaro (rubato, estorto, arraffato) di Berlusconi susciti l’idolatria istoriata sulle chiappe dell’ennesima sgualdrina contorsionista. Quand’anche ci riuscisse, Ugo Pagliai (Ugo Pagliai!: il protagonista de Il segno del comando: tutto è davvero in briciole, ormai) camuffato da atticciato Mike Bongiorno in parrucca (bestiale!), ci fa perdere ogni speranza, e tornare a casa con le pive nel sacco.

Ma – come si diceva – Loro 1 non può essere trascurato, poiché il putridume che esala s’impadronisce dello spettatore e gli s’appiccica addosso, salendo come un miasma; dandogli la sensazione che in Italia tutto sia talmente sozzo da non poter più esser ripulito. Dietro di me – in sala – un tizio ha riso felice della battuta di Servillo-Berlusconi: “Anch’io ho un 25% di parte omosessuale, solo che è lesbica”. Dopo ciò avvertiamo che, con la putrefazione del film, siamo ormai putrefatti anche noi. •

Dario Agazzi

 

 

LORO 1

Regia, soggetto: Paolo Sorrentino • Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello • Fotografia: Luca Bigazzi • Montaggio: Cristiano Trovaglioli • Musiche originali: Lele Marchitelli • Casting: Annamaria Sambucco • Production Design: Stefania Cella • Art Direction: Cristina Vittoria Marazzi • Set Decoration: Giulia Busnengo • Costumi: Carlo Poggioli • Colorist: Andrea Orsini • Produttori: Carlotta Calori, Francesca Cima, Nicola Giuliano, Viola Prestieri • Coproduttori: Ardavan Safaee, Muriel Sauzay, Jérôme Seydoux • Interpreti principali: Toni Servillo (Silvio Berlusconi), Elena Sofia Ricci (Veronica Lario), Riccardo Scamarcio (Sergio Morra), Kasia Smutniak (Kira), Euridice Axén (Tamara), Fabrizio Bentivoglio (Santino Recchia), Roberto De Francesco (Fabrizio Sala), Dario Cantarelli (Paolo Spagnolo), Anna Bonaiuto (Cupa Caiafa), Giovanni Esposito (Mariano Apicella), Ugo Pagliai (Mike Bongiorno), Ricky Memphis (Riccardo Pasta), Duccio Camerini (Rocco Barbaro), Yann Gael (Michel Martinez), Alice Pagani (Stella) • Produzione: Indigo Film • Coproduzione: Pathé, France 2 Cinéma • Con la partecipazione di: OCS, France Télévisions • Con il supporto di: Ministero dei Beni e delle Attivita Culturali e del Turismo (MiBACT), Regione Lazio, Fondazione Sardegna Film Commission • Distribuzione italiana: Universal Pictures • Rapporto: 2.35:1 • Camera: RED Weapon 8K S35 • Laboratorio: Grande Mela • Negativo: Redcode RAW • Formato di proiezione: DCP • Paese: Italia, Francia • Anno: 2018 • Durata: 104′



L'articolo che hai appena letto gratuitamente a noi è costato tempo e denaro. SOSTIENI RAPPORTO CONFIDENZIALE e diventa parte del progetto!



Iscriviti alla Newsletter

* campo obbligatorio