Solipsismi di massa alla 55a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro

“Noch ist nicht alles Leben eingenickt,
Der Schlafgemächer letze Türen knarren.”
Annette von Droste-Hülshoff, Notte insonne ne La casa nella brughiera

“Abbiamo bisogno anche di un’immagine cinematografica brutta”, ha chiosato Gianmarco Torri commentando alcuni dei lavori della sezione “Satellite. Solipsismi di massa” della Mostra di Pesaro di quest’anno. Accostati in forma dialogica, Eraserhead – Rimozione sicura, d’Edoardo Genzolini, Asmrrrr molesto d’Ilaria Pezone (del quale abbiam già parlato in occasione della proiezione all’Ibrida Festival) e Preludio di Liliana Colombo (nata a Gallarate, “lives and works” a Londra, come si legge nella più asciutta biografia possibile – sole tre parole – al sito della regista). Immagini brutte come la vita.

Nel film dal titolo in forma di calco lynchiano si vede il pattume imbellettato della vita Social, in un montaggio che offrirà ai posteri la nostra patinata imago mortis in forma di bleso ex voto al filler e all’autismo selfie.
Un filo connette Asmrrrr molesto a Preludio di Liliana Colombo. Si legge in Gogol’: “’Forse che queste sopracciglia nere, questi occhi’ seguitava ella, sempre mirandosi, ‘son tali rarità, che non si trovino le simili al mondo?’ […] ‘Ah povera me! Non sono bella, no!’ Poi, allontanato un po’ lo specchio, sorrise a se stessa e disse piano, con voce di carezza: ‘Siamo carine, non c’è che dire. E come! E a che punto! Quanto sarà felice chi mi sposerà!’” Se nel primo è la quotidiana vita piccolo-borghese-matrimonial-lavorativa a esserci mostrata, spezzettata, nella sua egotista labilità psichica da una spampanata femminilità, nel secondo l’inquadratura divisa orizzontalmente – sorta di contrappunto a due voci al quale la forma del preludio musicale può rimandare – propone le capillari vie di Google Maps, attraverso le quali l’Autrice ripercorre i luoghi dove ha vissuto. Commentandoli parcamente con frasi allusive e brevemente ingenue (fin nel timbro vocale quasi infantile e leggermente nevrotico), via via più insistite e ripetitive, che circolano a vuoto brancolando da un negozietto di “Psychic Lecture” statunitense all’altro. Alla propria instabilità interiore aggiunge una terza voce: contrappunto alle immagini fratte. Che l’Autrice indaga con frequenza; rimando – fra gli altri – al suo XXXXXX (Trailer). L’errare attraverso i dettagli della mappa – morta geografia virtuale astrattamente perfetta – porta a uno sprofondare nel ricordo, all’educazione cattolica della regista, all’idea che si sarebbe “sposata nella chiesa più costosa e imponente” del suo luogo natale, dove le sue amiche, a loro volta, s’erano sposate. Vagheggiando senza soluzione un’idea di serenità interiore (contraddetta dal ricorso frequente alle semi-disperate “Psychic Lecture”), attraverso la placidità della routine coniugale, che il film precedente aveva appena finito di demolire.

A questi lavori seguivano Octavia di Federico Francioni e Yan Cheng nonché Chiaravalle Visual Memory di Luca Berardi, sezione “Città immaginate”. Con il ricorso a immagini in pellicola, che richiamano un passato ormai scolpito nella memoria (la fantasticheria buona è quella morta, sosteneva Elémire Zolla), troviamo la conferma che il Traum d’una bellezza passata – anche del cinema – è scomparso per sempre.

E sebbene “Noch ist nicht alles Leben eingenickt”, indietro non si torna.

Dario Agazzi

 

Liliana Colombo / linkografia:
Preludio. Confessions of a Catholic via Google Map
XXXXXX (Trailer)
Sito personale della regista

Nota bibliografica:
– La casa nella brughiera (Poesie 1840-46) d’Annette von Droste-Hülshoff si trova edito da Rizzoli, Milano, 1988
– La citazione di Nikolaj Gogol’ proviene dal romanzo breve La notte di Natale, edito da Jouvence, Milano, 2018
– Storia del fantasticare d’Elémire Zolla si trova edito da Bompiani, Milano, 1973



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