Luca Ostilio Ricolfi e “La società signorile di massa”

Gustave Doré, Dante Alighieri: la Divine Comédie. L’Enfer, 1861. “Segando se ne va l’antica prora / Dell’ acqua più che non suol con altrui.”

La battuta berlusconiana dei ristoranti pieni evocata in modo subliminale. La situazione d’un trentenne qualunque (Jacopo) che consuma a carico dei genitori. Numeri citati per avallare la tesi che l’Italia sia ormai una società signorile di massa. È questo il titolo d’un libro chiacchierato e da tutti elogiato del sociologo Luca Ostilio Ricolfi: La società signorile di massa (La nave di Teseo, 2019). Evocando una “lenta argentinizzazione” per arrivare a un probabile Blade Ranner. Di tutta l’erba un fascio. Ecco il saggio di Ricolfi. L’ho letto attentamente. I numeri tendenziosi: un patrimonio netto (immobiliare e finanziario) d’una famiglia media italiana non è di 390 mila euro complessivi. Il reddito medio famigliare è, sì, di 46 mila euro (Istat 2019): peccato che Ricolfi ometta di dire lordi. Il reddito lordo medio pro capite dichiarato nel 2018 è infatti sceso a 20 mila 670 €; ben 5 miliardi in meno dell’anno prima (Mef). Beppe Ghisolfi – banchiere, non sociologo – scrive nel suo Manuale di educazione finanziaria (Aragno, 2014): “La maggior parte delle persone dispone di capitali modesti. Per le famiglie italiane il patrimonio si identifica spesso con la casa. L’80% degli italiani è proprietario della propria abitazione”. Il dato dei 390 mila euro è ripreso da Luca Ostilio – che a tutto pare ostile: unendo il food al pilates, BlaBlaCar alle SmartBox della cassiera, sapendo così di colpire qua e là con un maglio gigantesco, ma di peluche – da un’indagine di Banca d’Italia: “Quei 400 mila euro sono il consueto miraggio statistico. Il 50% delle famiglie italiane possiede infatti meno del 10% di tutta quella ricchezza”. E i ceti “alti” (per Ricolfi)? “Preferiscono ritirarsi nelle loro avite proprietà di campagna, defilati, riparati all’ombra di un bosco”, “leggono i libri cartacei” e “si fanno fare marmellate”. Istat 2019: persone a rischio povertà 28,9%. Disoccupazione: 10,6%. Riparato “all’ombra del bosco”, penso a Ricolfi: l’Italia che vedo non corrisponde al suo sommario, superficiale ritratto.

Dario Agazzi



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