Queen of Earth > Alex Ross Perry

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Queen of Heart
Berlinale 65 | Panorama

 

Catherine (Elisabeth Moss, sì, proprio la Peggy Olson della serie tv Mad Man) e Virginia (Katherine Waterston) si definiscono best friend.
((io le chiamerei carissime amiche, o amiche strette perché nei film americani il label di best friend secondo me non coincide con quello che nel nostro immaginario rappresenta la migliore amica, è una sorta di false friend, ma questo è un altro discorso, d’accordo))
Dicevamo: Catherine è reduce dalla separazione dal fidanzato fedifrago e dalla morte del padre – un celebre artista con un ego smisurato, alla cui ombra viveva la figlia facendogli da assistente devota – suicidatosi a seguito di una depressione.
Le due amiche decidono di passare una settimana nella casa al lago della famiglia di Virginia, immerse nel silenzio e nella calma più totale; un posto idilliaco, come solo gli scenari degli psicothriller possono essere. Per casa comincia a gironzolare il vicino (Patrick Fugit) che flirta e segue volentieri Virginia in camera da letto, dando terribilmente sui nervi a Catherine; e per di più si permette di chiamare Virginia, Ginny (Catherine gli fa più volte presente che solo una ristretta cerchia di close friends può chiamarla così).

Non è necessario essere un fine psichiatra per intuire che i nervi di Catherine fossero già a pezzi prima del suo arrivo. Durante film – suddiviso in giorni, come se fosse un diario (intimo o clinico?) – osserviamo come la paranoia, il comportamento passivo-aggressivo e l’incapacità di reagire alla solitudine e al dolore della giovane donna degenerano in vere e proprie allucinazioni. Catherine aveva tutto fino a un anno prima: un fidanzato, un padre da adorare, un lavoro appagante e una best friend e improvvisamente (ecco l’incubo collettivo degli americani) si ritrova sola, ha perso tutto. Alla fine potrà Catherine contare almeno sull’aiuto di Ginny?

Il tema della follia – il film mostra bene cosa significa perdere il controllo di se stessi – si intreccia con un’altra questione difficile da affrontare, quella del rapporto con l’altro: qual è la distanza sana tra due persone, quando un rapporto simbiotico diventa pericoloso e nocivo?

Un film girato in 16 mm che, nonostante la complessità dei temi, riesce a mantenere la tensione, anche grazie ai dialoghi che funzionano bene e all’espressività di Elisabeth Moss. Un film interessante, che riesce a far perdere allo spettatore le proprie sicurezze sui protagonisti; perché alla fine sfido chiunque a trovare in uno dei tre il proprio personaggio preferito. •

Cristina Beretta

 

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QUEEN OF EARTH
Regia, sceneggiatura: Alex Ross Perry
Fotografia: Sean Price Williams
Montaggio: Robert Greene
Musiche: Keegan DeWitt
Production Design: Anna Bak-Kvapil
Costumi: Amanda Ford
Trucco: Amy L. Forsythe, Emma Strachman
Suono (postproduzione): Lucy Alper
Sound mixer: Clayton Castellanos
Foley, effetti sonori: Sebastian Henshaw
Boom operator: Andrew Pettit
Sound design: Ryan M. Price
Gaffer: Daniel April
Colorist: Jason Crump, Thomas Eberschveiler
Titoli: Teddy Blanks
Produttore esecutivo: Christos V. Konstantakopoulos
Produttori: Elisabeth Moss, Alex Ross Perry, Adam Piotrowicz, Joe Swanberg
Interpreti: Elisabeth Moss (Catherine), Katherine Waterston (Virginia), Patrick Fugit (Rich), Kentucker Audley (James), Keith Poulson (Keith), Kate Lyn Sheil (Michelle), Craig Butta (Gärtner)
Produzione: Washington Square Films, Her Majesty September
Rapporto: 1:1.78 (16:9)
Lingua: inglese
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 90′

 

Alex Ross Perry | Filmografia
2009 – Impolex
2011 – The Color Wheel
2014 – Listen Up Philip
2015 – Queen of Earth

 

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