‘R Xmas > Abel Ferrara

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Articolo pubblicato sul NUMERO7 | LUGLIO/AGOSTO’08 di RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica (pag.49)

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Trafficanti di moralità.

Cinepanettone all’eroina.

Il film è ambientato nella New York del 1993, poco prima dell’ascesa del Sindaco Rudolph “Tolleranza Zero” Giuliani, e mostra la quotidianità di una coppia di trafficanti di droga centroamericani sotto le feste natalizie. Tutto scorre tranquillo e normale fino a che il marito viene rapito da un gruppo di trafficanti di colore, con cui la coppia fa affari, interessata ad impadronirsi dei loro soldi ma anche ad esprimere giudizi morali sul loro “bizzarro” stile di vita.

Vidi per la prima volta il film in una sala deserta della cineteca di Bologna, come a dire che in fondo Abel Ferrara non è Autore così popolare; i suoi film di fatto passano nelle sale con la velocità della luce e si fanno raggiungere solo da coloro i quali hanno la pazienza passionale di andarseli a recuperare sui più disparati supporti. Il primo cinema di Ferrara era talmente underground da essere giunto ai “giorni nostri” oltremodo usurato, sbiadito ed in alcuni casi è già andato perso: The Driller Killer è un film in Public Domain reperibile sui maggiori siti P2P legali, mentre il brevissimo docufilm Not Guilty: for Keith Richards (1977) non è più fra noi.
Parlare di Ferrara, del suo cinema, genera continui cortocircuiti temporali tale è costante e ricorrente la sua poetica. Verrebbe quasi da pensare che in fondo la tematica centrale sia sempre la stessa, modulata di volta in volta con registi differenti in un’articolazione magistrale degna delle migliori filmografie di sempre. Non parlo di ambienti, situazioni o culture ma del messaggio profondo, la poetica o, se preferite, la filosofia delle immagini in movimento prodotte da A. F.; egli sembra avere completamente interiorizzato la frase che pronuncia Harvey Keitel nella prima sequenza del capolavoro di Martin Scorsese (Mean Streets): “I peccati si scontano per le strade e non in chiesa”. Quindi il tema è sempre lo stesso, ‘R Xmas lo applica su d’una struttura semplice e lineare articolata con una ricca trama di dissolvenze incrociate che amplificano l’ansia della situazione.
In un mondo senza morale, dove si è disposti a spendere qualsiasi cifra per regalare alla propria figlioletta una bambola alla moda-isterica dell’anno, spacciare eroina non è poi la cosa più disdicevole che si possa fare. Certo, ogni azione comporta delle conseguenze e soprattutto chi meno ha è molto più motivato ad ottenere qualcosa a qualsiasi costo. Il denaro è tutto, perché compra la felicità, ma il denaro è sterco del diavolo perché comporta sempre un prezzo da pagare, d’un valore non convertibile in banconote.
Quando uscì forte era la curiosità di capire come avrebbe raccontato la sua città ancora fumante dall’11 settembre ma Ferrara stupì tutti evitando d’affrontare l’argomento (quanto meno in maniera esplicita) ed ambientando la vicenda nel 1993, ultimo anno di mandato del primo – ed unico – sindaco di colore della storia di New York City, David Norman Dinkins, al cui posto giunse quel Rudoplh Giuliani che per quasi un decennio portò avanti una politica spietata e paranoica nei confronti della micro-criminalità, ripulendo i bassifondi da quella che il presidente Sarkozy chiamerebbe “feccia”. E’ tutta d’oro l’esistenza della famiglia di origini centro-americane protagonista del proprio natale (“Il nostro Natale” è il titolo scelto dal distributore italiano), sguazzano nel benessere in maniera idilliaca, macchinone, casa in un quartiere esclusivo di Manhattan e tanto amore familiare. I soldi sono la misura della felicità nella New York della fine dello scorso secolo.
Quando marito e moglie escono dall’appartamento e ricevono dai commessi del loro palazzo esclusivo le chiavi della loro auto non capiamo dove stiano andando. Li vediamo assorti e silenziosi lasciarsi alla spalle l’isola di Manhattan per sprofondare in un qualche quartiere decisamente malfamato, li vediamo entrare in un appartamento di loro proprietà e risolutamente predisporlo ad un qualcosa che ancora ci sfugge. Quando su di un tavolo vediamo rovesciarsi un enorme quantità d’eroina, allora comprendiamo la natura dell’opulenza che hanno lasciato sull’isola di Manhattan. Spacciatore significa che ti occupi della divisione della sostanza in tante piccole dosi, ed in base alla calibrazione della quantità dello stupefacente produci più o meno guadagno. Far circolare la sostanza, non nel proprio corpo, ma per le strade, è questo lo specifico dello spaccio, ovviamente finalizzato al “make money”. Ma la base della piramide dello smercio spesso reclama un trattamento migliore, un occhio di riguardo. Succede allora che una gang di “negri” non vuole più giocare alle regole stabilite e fa saltare il banco rapendo l’uomo della coppia protagonista del film e chiedendo “soldi, tanti soldi”, alla terrorizzata moglie.
Il film diviene allora una frenetica e claustrofobica ricerca di denaro, da una parte, ed un incubo di violenza per il rapito. Come già detto, la tensione viene amplificata da un montaggio punteggiato da dissolvenze assai frequenti fra temporalità e spazialità non raccordate fra loro, la diegesi è dunque totalmente dilatata quasi a creare l’effetto della complessità a fronte d’uno sviluppo tutto sommato lineare, scarno.
Ferrara vuole raccontarci semplicemente un Natale d’una famiglia di spacciatori d’eroina che con questa attività ha fatto un sacco di soldi e che minacciata cerca di fare tutto il possibile per ristabilire l’ordine iniziale. Propperianamente questa è una fiaba, non russa ma newyorkese, firmata dal genio maledetto di Abel Ferrara.

‘R Xmas
titolo italiano: Il nostro Natale.
Regia: Abel Ferrara; soggetto: Cassandra De Jesus; sceneggiatura: Abel Ferrara, Scott Pardo; montaggio: Patricia Bowers, Bill Pankow, Suzanne Pillsbury; fotografia: Ken Kelsch; musiche: Schooly-D; sonoro: Jeff Pullman, Marsha Moore, Dow McKeever, Raymond Karpicki; scenografie: Frank DeCurtis; arredatore: Guido DeCurtis; costumi: Debra Tennenbaum; trucco: Maryann Marchetti, Evelyne Noraz; acconciature: Thom Timan; aiuto regista: Vebe Borge, Louis Guerra; interpreti: Drea de Matteo, Lillo Brancato, Lisa Valens, Ice-T, Victor Argo, Denia Brache, Gloria Irizarry, Naomi Morales, Nelson Vasquez, Andrew Fiscella, Thomas Murray, Edwin Martinez, Janis Corsair, Anne Ackerman, Frank Cuervo; case di produzione: Valence Films Inc., Barnholtz Entertainment; produttore: Pierre Kalfon; produttori associati: Cassandra De Jesus, Tony Trimarco; co-produttori: Denis Heraud, Richard Klug, Frank DeCurtis; produttori esecutivi: Barry Amato, Stefano Celesti; luoghi delle riprese: New York City; lingue: Inglese, Spagnolo; paese: USA, Francia; anno: 2001; durata: 85’.

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