Cesare Moncelli

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Cesare Moncelli è fra i collaboratori della prima ora di Rapporto Confidenziale.
Ha per noi firmato le copertine del numero3 (marzo 2008) e numero4 (aprile 2008), e con lui abbiamo realizzato un’intervista sempre sul numero3.

Altri suoi contributi su RC:
• segni di film. Le Mépris (numero3, marzo 2008, varie illustrazioni).
segni di film. Milano Calibro 9 (numero4, aprile 2008, varie illustrazioni).
segni di film. Psyco (numero5, maggio 2008, pp.33-45).
segni di film. Berlinguer ti voglio bene (numero6, giugno 2008, pp.32-40).
Recensione per immagini del film China Girl di Abel Ferrara (numero7, lug-ago 2008, pp.36-42).

Cesare Moncelli – LINK
www.homographicus.it

www.segnidiseta.it

SEGNI DI FILM – http://stores.lulu.com/cesaremoncelli

 

 

CESARE MONCELLI
via S. Maria 16r
50125 Firenze

 

 

articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero3, marzo 2008, pp.15-17.
Cesare Moncelli e la forma statica dell’immagine in movimento

di Alessio Galbiati

Vagando per la rete si fanno sempre incontri interessanti, anzi la forma erratica pare proprio la più adeguata per esplorare un agglomerato di contenuti pressoché infinito ed assolutamente caotico quale si è venuto configurando il World Wide Web. In uno di questi peregrinaggi mi sono imbattuto in una serie di curiose opere grafiche realizzate da Cesare Moncelli che nel volgere di pochissimo tempo è subito diventato un mio idolo. Il suo lavoro grafico è estremamente interessante, egli riproduce fotogrammi tratti dai suoi film d’affezione con una maestria che intriga l’occhio ed il risultato complessivo di questo suo modus operandi è d’assoluto fascino. Il suo stile pone enfasi sulla natura fotogrammatica dell’immagine in movimento restituendo poesia e forza estetica alla successione dei 24 fotogrammi al secondo.

Ho pensato dunque di contattarlo chiedendogli se fosse interessato ad una collaborazione con Rapporto Confidenziale, la sua gentilezza e le immagini che vedete su questo numero (bella la copertina, vero?!) testimoniano la sua disponibilità che congiunta alla fiducia accordataci è per noi un dono davvero d’inestimabile valore. Cesare ha addirittura accolto una mia richiesta, quella di tradurre nel suo linguaggio uno dei miei film preferiti (forse IL preferito) ovvero Le Mépris di Jean-Luc Godard (1963) che racchiude in sé l’essenza della passione cinefila e che vi offriamo (a partire dalla copertina) in questo numero di marzo di Rapporto Confidenziale.

Riporto una chiacchierata che ho fatto con lui, registrata con un tremendo aggeggio d’un’altra epoca che ha restituito un gracchiare geroglifico ma comunque efficace; eccovi dunque Cesare Moncelli ed il suo stile.

A.G.: Iniziamo con il capire chi sei; chi è Cesare Moncelli?

Cesare Moncelli: Fondamentalmente sono un grafico ma nell’ultimo periodo mi sono dedicato alla realizzazione di foulard di seta che riproducono celebri opere d’arte, un’attività che sta incominciando a dare i primi riscontri positivi (vedi http://www.segnidiseta.it)… E poi disegno molto, da sempre disegnare è un’attività che mi piace moltissimo, ed in questo ultimo periodo come hai visto mi è nata l’idea di disegnare questi fotogrammi presi da film.

A.G.: Raccontami un po’ meglio come ti è venuta questa idea?

Cesare Moncelli: Il motivo è semplice, mi piace disegnare e mi piace il cinema. Così ho pensato di provare a fare questa cosa, ma senza uno scopo preciso, avevo voglia di mettermi alla prova su d’un modo di produzione che non avevo mai sperimentato. Io disegno davvero tantissimo, dalla mattina alla sera, tutti i giorni dell’anno. Ad esempio per fare uno dei lavori che hai visto, mi concentro su circa 300 fotogrammi… Seleziono “ad occhio” quelli più interessanti dal punto di vista grafico, dello spazio eccetera. Dopodiché ne estraggo due o trecento. Inizialmente – quando lo facevo in maniera automatica – mi venivano 70’000 fotogrammi, una cosa esagerata, oltretutto poi la maggior parte erano uguali l’uno all’altro, com’è ovvio dato che l’immagine è costituita da 24 fotogrammi al secondo. E allora ho cambiato tecnica, ho iniziato a scegliere ad uno ad uno i fotogrammi più interessanti da disegnare, basandomi unicamente sul mio occhio e sul mio gusto… non è una cosa particolarmente difficile insomma, è una cosa abbastanza intuitiva. E poi sono contento che ti piacciano… La tecnica che uso è quella di non staccare mai, disegno con una linea continua.

A.G.: Volevo capire un po’ meglio la tecnica che utilizzi e soprattutto quali sono i software che impieghi?

Cesare Moncelli: Allora io disegno attraverso la tavoletta grafica ed un Mac, uso un software che si chiama Painter che è uno dei più diffusi per chi utilizza il computer per fare grafica professionale, niente di fantascientifico insomma. Questo “sistema” mi mette a disposizione una possibilità infinità di combinazioni e tecniche. Fondamentalmente utilizzo la matita, sono strumenti elettronici ma poi alla fine lo faccio “a mano”. Fondamentalmente inizio a disegnare senza smettere mai, cercando di mantenere il più possibile la somiglianza con l’originale cercando però di ridurre le linee all’essenziale, spesso non mi vengono subito. Non sono estremamente preciso, non è che vado a ricalcare, quel che mi interessa sono l’intuizione e la velocità e, come dicevo, la somiglianza. Magari guardando il risultato non si capisce il lavoro che c’è dietro, ma lavorando di fatto per sottrazione cerco sempre di raccontare un’immagine, un volto, un’espressione, con il minor numero di linee possibili.

A.G.: In quanto tempo riesci a realizzare un lavoro completo?

Cesare Moncelli: Beh ovviamente questi lavori occupano una parte marginale del mio tempo, come tutti sono occupato in attività lavorative quasi la totalità del mio tempo, quindi si può dire che questa è una cosa che faccio nel “tempo libero”. Comunque ci dedico parecchio tempo, tendenzialmente mi ci vuole una settimana di lavoro, ma a volte sono riuscito a farlo in 3 – 4 giorni, dipende dal tempo che c’ho. Però sono molto veloce, impiego al massimo il tempo disponibile; quando mi metto a lavorare sono davvero un fulmine.

A.G.: Direi proprio di sì. Riesci a realizzare i tuoi “libri” in una settimana perché sei veloce, altrimenti non credo proprio sia una cosa così semplice… Sono fatti, tra virgolette, a mano, anzi togliamole pure le virgolette…

Cesare Moncelli: Infatti perché dopotutto quel che faccio è disegnare, ne più ne meno, va bene che uso una tavoletta grafica collegata con un computer ma a tutti gli effetti io disegno con la mano.

A.G.: Cosa stai preparando ora?

Cesare Moncelli: Ho iniziato a lavorare su vari altri film, ad esempio “La dolce vita” di Federico Fellini e poi c’è il film di Godard che mi hai consigliato.

A.G.: Mi interessava capire quali sono le forme distributive che hai scelto per il tuo lavoro. Per ora, se non sbaglio, sono scaricabili – sia gratuitamente che a pagamento – sul sito Lulu.com (http://stores.lulu.com/cesaremoncelli)?

Cesare Moncelli: Sì al momento li ho messi lì perché mi sembra un discorso molto carino ed interessante, una vetrina semplice ed accessibile, un qualcosa d’assoluto buon senso.

A.G.: Stai avendo dei riscontri positivi?

Cesare Moncelli: Guarda a dire il vero non proprio ma ciò forse è dovuto anche al fatto che dovrei fare più pubblicità alla cosa, in fondo mi sono limitato a caricare i miei lavori e nulla più. E poi ad essere completamente sincero quel che mi interessava di più era avere una copia anche per me, da poter sfogliare, per capire cosa caspita mi è venuto in mente. Una cosa che vorrei assolutamente fare è quella di far avere a Roberto Benigni (Cesare è di Firenze, n.d.r.) una copia dei lavori che ho fatto su “Berlinguer ti voglio bene” e “La vita è bella”, perché penso proprio possano essere delle cose che gli facciano piacere.

A.G.: Non hai intenzione di proporre il tuo lavoro a qualche casa editrice? Secondo me qualche d’una potrebbe proprio essere interessata…

Cesare Moncelli: Beh mi piacerebbe proprio, però non saprei da che parte incominciare. Il mio tempo è sempre limitato ed al momento sono davvero impegnatissimo però magari tu hai qualche suggerimento da darmi…

A.G.: Insomma qualche idea mi sarebbe anche già passata per la testa; comunque possiamo dire di avere al momento l’esclusiva assoluta sul tuo lavoro. Siamo arrivati per primi!

Cesare Moncelli: Sì siete proprio arrivati per primi, sei stato il primo a farmi i complimenti per il mio lavoro. Mi fa molto piacere che ti piaccia quel che faccio; sarà un piacere collaborare.
 

 

http://stores.lulu.com/cesaremoncelli

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