La société du spectacle > Guy Debord (1973)

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La société du spetacle. I parte

La société du spetacle. II parte

 

La société du spectacle

directed by Guy Debord

(France/1973)

88 min

French-sub.English

UBUWEB

 

Regia: Guy Debord

musiche: Michel Corrette
Montaggio: Martine Barraqué
Assistente al montaggio: Manoela Ferreira
Sottotitoli: Antoine Georgakis
Assistente ai sottotitoli: Philippe Delpont
Aiuto regia: Jean-Jacques Raspaud, Gianfranco Sanguinetti
Documentazione: Suzanne Schiffman
Ingegnere del suono: Antoine Bonfanti
Direttore di produzione: Christian Lentretien

Produttore: Marcel Berbert
Produzione: simar films


Paese: Francia
Lingua: Francese
Anno: 1973
Durata: 88′

 

Brani cinematografici utilizzati provenienti da:
Rio Grande di John Ford
Johnny Guitar di Nicholas Ray
Shanghai Gesture di Josef von Sternberg
La charge fantastique di Raoul Walsh
Arkadin di Orson Welles
Pour qui somme le glas di Sam Wood

SINOSSI

La versione cinematografica di uno dei testi-chiave del ’68, che viene (in parte) pronunciato su un montaggio di immagini altrui, è un esempio folgorante di détournement. Rovesciare lo ‘spettacolo’ capitalista che nega la vita significa rovesciarne le immagini, reimpiegarle e decontestualizzarle fino a riconoscere in esse la forma dell’alienazione allo stato puro.

COMMENTO

"Nel film La Societé du spectacle, i film (di finzione) da me détournés non sono dunque presi come illustrazioni critiche di un arte della società spettacolare, contrariamente, per esempio, ai documentari e alle attualità. Questi film di finzione rubati, estranei al mio film ma in esso trasportati, sono incaricati, qualunque potesse essere il loro senso precedente, di rappresentare, al contrario, il ribaltamento del ‘ribaltamento artistico della vita’." [Guy Debord]

RISORSE

La società dello spettacolo [Massari Editore, IV ed. Italiana, 1979]. url

La société du spectacle [Éditions Champ Libre, 1971]. url

Ken Knabb, Introduzione ai film di Guy Debord (AK Press, 2003). Versione italiana della introduzione alla edizione americana delle sceneggiature di Guy Debord, traduzione dall’inglese di Omar Wisyam. url

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