Da un racconto di John Cheever, il classico “The Swimmer” di Frank Perry

The Swimmer (Il nuotatore) è un racconto breve di John Cheever pubblicato per la prima volta sul «New Yorker» il 18 luglio 1964. Il protagonista si chiama Neddy Merrill, un uomo ricco, bello e apparentemente felice che in realtà vive inconsapevolmente una profonda crisi psichica prodotta dal fallimento economico e dalla conseguente rovina affettiva e familiare. Un uomo che un giorno, di punto in bianco, decide di tornare a casa a nuoto, di piscina in piscina, attraversando la contea e tutte le ville delle persone che la abitano.
Il «New York Times» quell’anno ha scritto: “Cheever ha in comune con Cechov l’eleganza, il calore, lo humour, un occhio infallibile per le assurdità del mondo e i difetti e le debolezze del genere umano”. Ed è proprio quello che lo scrittore statunitense narra nelle poche pagine di questo magistrale racconto: lo spaesamento progressivo di un uomo che ha perso il “filo” della propria esistenza. Il nuotatore è il racconto di un crollo, un incubo metaforico che, di piscina in piscina, diverrà sempre più cupo e disperato. Cheever ci fornisce una illustrazione bozzettistica d’un precipitare psichico nella consapevolezza dell’uscita di senno, qualcosa di simile a ciò che Francis Scott Fitzgerald provò a delineare nel ’36 sulle pagine di «Esquire» con The Crack-up (Il crollo): “Va bene che la vita è tutta un processo di disgregamento, ma i colpi di portata micidiale (…) quelli lasciano sempre qualche strascico. C’è un altro genere di colpi che arriva dall’interno, che avverti solo quando è troppo tardi per correre ai ripari, quando prendi coscienza senza appello che per certi aspetti non sarai più quello di un tempo. Il primo tipo di incrinatura sembra prodursi in fretta; il secondo si produce quasi a tua insaputa ma, d’un tratto, ne hai piena coscienza.”

L’anno successivo a Il laureato, dunque nel 1968, fa la sua comparsa nelle sale americane un altro film nel quale la piscina, le piscine, hanno un ruolo fondamentale – in Europa vi fu, nel ’69, il classico La Piscine diretto da Jacques Deray e interpretato da Alain Delon e una Romy Schneider forse mai così bella –, anch’esso si intitola, come il racconto di Cheever dal quale è tratto, The Swimmer (Un uomo a nudo nella versione italiana), ed è diretto da Frank Perry e sceneggiato dalla moglie Eleanor. Protagonista della pellicola è Burt Lancaster, a quel tempo la star più importante di Hollywood.

The Swimmer è un film a tratti sconcertante, uno di quelle opere cinematografiche assurde che non si capisce bene da dove siano venute fuori. Un film che quando usci lasciò interdetti pubblico e critica e che solo nei decenni successivi ha acquisito lo status di opera di culto. Sappiamo che è tratto da un racconto di Cheever ma la sceneggiatura amplia quello spunto narrativo, peraltro decisamente vago e criptico nel suo sviluppo, come la lettura può permettersi con assai maggiore disinvoltura rispetto al cinema, in direzioni capaci ogni volta di sorprendere lo spettatore.
Burt Lancaster attraversa di corsa tutta la contea intrufolandosi nelle case di quelli che un tempo erano suoi amici, persone che frequentava abitualmente, per tuffarsi nella loro piscina, compiere a nuoto tutta la vasca e uscirne, ancora di corsa, verso la successiva. Nel film comprendiamo che deve essergli accaduto qualcosa che ha dimenticato, perché tutti lo trattano un po’ come si tratta un “pazzo”, uno a cui è capitato qualcosa di brutto che ne ha alterato l’equilibrio psichico. E tutta questa catena di piscine, questo fiume immaginario che scorre nella contea e nella testa del protagonista, è un viaggio a tappe dentro la società borghese del tempo. Ogni sosta è un incontro con il suo passato ma pure con tipi umani perfettamente integrati nel sogno americano del tempo. Un viaggio tra la loro indifferenza, un viaggio nella sorda violenza della società americana dell’epoca, per niente dissimile all’oggi e che proprio per questo è in grado di colpire lo spettatore contemporaneo stanando incubi rimossi. Perché ciò che più impressiona, in questo davvero stranissimo film, è il fatto che il suo protagonista abbia deliberatamente rimosso i propri ricordi, che si sia autoilluso di vivere in un pomeriggio di sole, nuotando di piscina in piscina, quando invece è da tempo oramai arrivata la brutta stagione e dal cielo cade una gelida pioggia.

Così come La Piscine di Deray è stato oggetto di un remake da parte di Luca Guadagnino, A Bigger Splash (2015), anche The Swimmer è stato riproposto in una versione citazionistica da Rä Di Martino in Controfigura (2017). Ed è interessante notare come in questi due remake si perdano per strada la dimensione drammatica e quella perversa dei due originali. È come se i discorsi più politici delle opere d’origine siano oggi stemperati in una dimensione maggiormente estetica e ludica. Il disperato terrore che travolge lo spettatore alla conclusione dell’opera diretta da Perry lascia il posto, in Controfigura, a un giocoso ma sostanzialmente innocuo nonsense. È interessante notare come il disagio dell’uomo occidentale si manifesti, in entrambi i film a noi temporalmente più prossimi, non più nel cuore dell’America o nel sud della Francia, ma alla periferia dell’Impero, a Pantelleria (A Bigger Splash) e in Marocco (Controfigura), e pure si nota come in entrambi scorra come sfondo narrativo, solo flebilmente accennato, la disparità tra la ricchezza dell’occidente e la povertà dell’Africa.

Le piscine, al cinema, sono sempre uno spazio altamente significante. Spazi dai quali osservare il mondo cogliendolo in un’immagine fissa, vasche dentro alle quali specchiarsi ed essere osservati. Elementi sociali dentro e attorno ai quali si compiono giochi di società e sopra alla quali galleggia il proprio tempo. •

Alessio Galbiati

 

 

THE SWIMMER
Regia: Frank Perry • Sceneggiatura: Eleanor Perry dal racconto omonimo di John Cheever (1964) • Fotografia: David L. Quaid • Montaggio: Sidney Katz, Carl Lerner, Pat Somerset • Musiche: Marvin Hamlisch • Produttori: Frank Perry, Roger Lewis • Interpreti principali: Burt Lancaster, Janet Landgard, Janice Rule, Joan Rivers, Tony Bickley, Marge Champion, Kim Hunter, Bill Fiore, Rose Gregorio, Charles Drake, Bernie Hamilton, Jimmy Joyce, Michael Kearney, Richard McMurray, Jan Miner, Diana Muldaur, Keri Oleson, Cornelia Otis Skinner, Dolph Sweet, Louise Troy, Diana Van der Vlis • Produzione: Horizon Pictures • Distribuzione: Columbia Pictures, Grindhouse Releasing (Blu-ray/DVD) • Paese: USA • Anno: 1968 • Durata: 95′

 



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