Tag 'Dario Agazzi'

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di “Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico”

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di “Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico”

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico di Dario Agazzi cinematografata da Luca Ferri sulla rivista Musica n. 281 (Zecchini editore) 1. Spero che verrò perdonato, se mi riferirò a un mio lavoro, ma ritengo che siano pochi i casi di “stroncature”, nell’epoca del “politicamente corretto”, blanda

Le “Voci” di Giuseppe Taffarel (1969)

Le “Voci” di Giuseppe Taffarel (1969)

E mentre manda un gemito, Chè dell’error s’avvede, S’apre la tomba gelida Sotto lo stanco piede. G.B. Niccolini, La vecchiezza Il film Abacuc – girato nel 2014 da Luca Ferri, con la fotografia di Giulia Vallicelli, il protagonista Dario Bacis e con musiche e dialoghi su nastro del sottoscritto – ha un (magistrale) precursore: Voci (1969) di Giuseppe Taffarel (1922-2012).

Quirino, furioso Principe. Con appendice sul concetto di “pietas”

Quirino, furioso Principe. Con appendice sul concetto di “pietas”

“Oggi, l’incubo è un Occidente condannato a morte e già da tempo maleodorante di un’americanizzazione che è prodromo di un’islamizzante putrefazione.” Scrive in tono smodato il principe dei critici musicali, Quirino Principe, sul Domenicale del Sole 24 Ore, 27.8.17. Tempo fa mi augurò che, scrivendo di musica, parlassi della “musica forte”. “Forte”, ossia “colta”. Cito: “Questa solitudine di artisti colti

Il “morettismo”

Il “morettismo”

Complesso del fiasco. Illustra quel meccanismo nevrotico che consiste nel rivolgere l’aggressività contro se stesso e nel punirsi in modo da fallire sempre: nella vita amorosa, sociale, professionale. Nuovo Dizionario di Sessuologia Longanesi Il “morettismo”, per chi bazzichi gli ambienti cinematografici, è una malattia subdola, insidiosa, che colpisce senza che il soggetto sia cosciente del bramoso tarlo che s’è impadronito

Giovanni Verrando, un’appendice

Giovanni Verrando, un’appendice

È proprio vero che la critica (musicale) serve ancora a qualcosa. Nonostante una dilagante superficialità sulle parole della lingua italiana, siamo oltremodo lieti di poter aggiungere questa glossa a un passaggio del nostro articolo Suoni inarmonici, unicorni e guanti di lattice che dedicammo su questa rivista al compositore Giovanni Verrando. Se infatti nell’articolo sottolineavo – con acribia pignola – che

In un’epoca che va “Verso sera”, brandiamo la torcia linguistica di Felice Accame

In un’epoca che va “Verso sera”, brandiamo la torcia linguistica di Felice Accame

Più di un lustro fa, ai tempi della trasmissione La Caccia andata in onda per anni su Radio Popolare, ricevetti una delle più acute critiche al mio lavoro compositivo da parte dello studioso Felice Accame, che parlò della mia partitura Ping pong per pianoforte. Nel 2015, Accame pubblica un’opera capitale, frutto di un lavorio sul linguaggio cominciato all’incirca nel 1964,

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

“Knock Knock” di Eli Roth. O del neomoralismo

Certi film, bisogna ammetterlo, sono ributtanti. E per questo istruttivi. Esattamente come quella superba creazione della letteratura novecentesca (forse una delle più grandi e certo inimitabili) che è Ignatius J. Reilly, protagonista tragicomico del capolavoro romanzesco Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole, credo si debba talora guardare i film più repellenti per farsi un’idea