Tutti gli articoli di Nicola Cargnoni

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

“Il filo nascosto”, o dell’amore ai tempi dell’autolesionismo consapevole

Il gusto per l’estetismo emerge in ogni singolo frame nel cinema di Paul Thomas Anderson, anche se nel suo ultimo eccezionale lavoro è probabilmente un estetismo più subdolo e insinuante, che si sedimenta lentamente lungo tutta la durata dell’opera, meno impattante e meno avvampante rispetto agli altri film del regista, ma che, come secolari gocce d’acqua e calcare, alla fine

Il Contagio > Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

Il Contagio > Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

C’è un elemento in comune che attraversa i due film che la coppia artistica Botrugno/Coluccini ha realizzato, ed è la quasi totale identificazione tra la struttura/forma narrativa e la struttura/forma degli edifici scelti per raccontare le proprie storie. L’esordio (s)folgorante con Et in terra pax, potente e segnante, racconta una serie di storie parallele che si sviluppano all’ombra (e nel

Easy – Un viaggio facile facile > Andrea Magnani

Easy – Un viaggio facile facile > Andrea Magnani

Partendo da un plot apparentemente “banale”, ovvero quello del road movie irto di ostacoli e imprevisti con venature comiche, Andrea Magnani riesce a realizzare un lavoro decisamente originale e in grado di offrire al nostro cinema un esempio di “film di genere” dotato di spessore, personalità e una grossa vena di autorialità. Easy, che si legge Isi, è il diminutivo

The Square > Ruben Östlund

The Square > Ruben Östlund

Cannes 70 / Sélection officielle Un’installazione d’arte contemporanea: questa potrebbe essere la definizione per The Square, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, regia del feroce Ruben Östlund, già autore di un grandissimo lavoro come Forza Maggiore. Ed è proprio muovendo dalla considerazione che inquadra questo film come oggetto d’arte che si possono trarre alcune considerazioni di merito. Probabilmente non

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Krotkaya (A Gentle Creature) > Sergei Loznitsa

Cannes 70 / Sélection officielle Non è un caso se Sergei Loznitsa si è presentato a Cannes cinque volte nelle ultime otto edizioni, di cui tre in concorso. All’uscita della sala, dopo aver visto i fulminei 143 minuti di Krotkaya (titolo internazionale: A Gentle Creature), si ha la sensazione di aver partecipato a un’esperienza irripetibile, di aver assistito a qualcosa

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cuori puri > Roberto De Paolis

Cannes 70 / Quinzaine des Réalisateurs Tra le note di regia sul pressbook di Cuori puri si può leggere «per scrivere il film ho condotto una ricerca sul campo, attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e documentarmi sulla realtà contemporanea delle comunità cristiane. La scrittura della sceneggiatura è ben presto diventata “esperienza”

120 battements par minute > Robin Campillo

120 battements par minute > Robin Campillo

Cannes 70 / Sélection officielle Che il cinema tornasse a parlare finalmente di AIDS, in un contesto come quello del Festival di Cannes, era necessario. Che lo facesse in un modo così graffiante e feroce, mantenendo alla base un’assoluta delicatezza dello sguardo, era difficile da auspicare. Eppure Robin Campillo porta a Cannes un lavoro eccezionale, che ha francamente lasciato il

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer

La “donna costretta” nel cinema di Marco Bellocchio e di Carl Th. Dreyer a cura di Nicola Cargnoni Estratto da: Figure femminili nel cinema di Marco Bellocchio e Carl Theodor Dreyer. Di prossima pubblicazione per i tipi di Falsopiano, Alessandria.   Piccola introduzione Analizzare e mettere a confronto le opere di due cineasti così apparentemente diversi fra loro è impresa tanto