CRITICA

Le avventure di Sordi ovvero Le anime morte: “Assolto per aver commesso il fatto”

Le avventure di Sordi ovvero Le anime morte: “Assolto per aver commesso il fatto”

Bistrattato dal Mereghetti (o dai suoi scagnozzi compilatori) senza esser stato visto, Assolto per aver commesso il fatto (1992) di e con Alberto Sordi (sceneggiato da Sonego) ribalta quel pregiudizio corrivo dei reazionari dagli occhi affogati nella cotenna: per i quali il decennio 1990-2000 sarebbe privo d’opere cinematografiche italiane di rilievo. Come Gogol’, attraverso la figura del nobiluccio Cicikov, ci

L’eterno ritorno. “L’albero dei frutti selvatici” di Nuri Bilge Ceylan

L’eterno ritorno. “L’albero dei frutti selvatici” di Nuri Bilge Ceylan

È un cinema di colori desaturati e ombre insinuanti, quello di Nuri Bilge Ceylan, di primi piani indagatori, di mezzibusti prolungati, di controcampi differiti, di extreme long shot e figure umane isolate nei loro penetrali. Un fenotipo che, con un ricorso al montaggio maggiore rispetto al pregresso (se poi editor e director coincidono…), contraddistingue anche L’albero dei frutti selvatici, distribuito,

I palpiti e le emozioni di “The Death and Life of John F. Donovan” by Xavier Dolan

I palpiti e le emozioni di “The Death and Life of John F. Donovan” by Xavier Dolan

@THRmovies you can kiss my narcissistic ass Xavier Dolan Un come back atteso da migliaia di ammiratori, biglietti svaniti in poche ore e i tremila fortunati ne sono, oggi, storici testimoni. L’aria elettrica della sala e lo status di “mito”, già marcato sul calendario, sono due certezze che nessuno potrà mai negare. Così come l’errore, quella singola discesa della voce

Il XVII Mille Occhi

Il XVII Mille Occhi

L’uomo di pace non c’è più e il dio dei millennials – dov’è? Possibili soluzioni: uno sguardo illuminista sul naufragio mondiale? Eckhart Schmidt, Cuore amaro in Amore verticale, 2017, p. 19.   Non distante dal Teatro Miela a Trieste, sede di quell’unicum che è il Festival dei 1000 Occhi diretto da Sergio M. Grmek Germani, sorge il palazzo abitato da

Una romantica donna inglese. “Mary Shelley” di Haifaa Al-Mansour

Una romantica donna inglese. “Mary Shelley” di Haifaa Al-Mansour

Ci voleva un(a) cineasta saudita per forgiare un film dignitoso su Mary Shelley e la genesi di Frankenstein? A comparare il period drama di Haifaa Al-Mansour e le (mal profuse) fatiche di (insigni) predecessori europei, si è tentati di rispondere sì. Come dimenticare, infatti, che, nel 1986, Ken Russell sfornava il pasticciaccio brutto di Gothic e, due anni più tardi,

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Un gingillo per gonzi. “Hereditary”

Il punto essenziale è che non si capisce quasi nulla di questo film. E se ci pensi, voglio dire se metti a fuoco il concetto, non è poca cosa. Trama pasticciata, psicologia dei personaggi affogata tra eventi confusi e un finale, certo suggestivo, ma liscio come una foto della Ferragni. Hereditary mi ha ricordato il calcio saponato, come a dire

Il magistero di Michelangelo Buffa: La trilogia del “Capodanno al Samara”

Il magistero di Michelangelo Buffa: La trilogia del “Capodanno al Samara”

Segnaliamo (riservandoci di ricordarlo su questa rivista in prossimità dell’evento) che il 31 agosto presso il Convento di Olginate (Lecco), Associazione Culturale Santa Maria la Vite, su iniziativa della regista Ilaria Pezone verrà presentata parte della trilogia Capodanno al Samara di Michelangelo Buffa alla presenza del regista.   I. “Una donna di cattivi costumi, secondo il Littré”, è la prostituta.

La teogonia secondo Terlizzi. Dopo i démoni, gli “Dei”

La teogonia secondo Terlizzi. Dopo i démoni, gli “Dei”

Nella sua stratificata linearità, promette bene Dei [1], il film di esordio al lungometraggio di finzione del regista Cosimo Terlizzi. Per un esordio tradizionale dietro la macchina da presa si direbbe “ne sentiremo parlare”, “attendiamo il banco di prova dell’opera seconda”… Il fatto è che l’esordio in questione è già in verità, e non può che essere interpretato diversamente, il

“The Night Journey” by Bill Viola

“The Night Journey” by Bill Viola

The Night Journey è stato tra i primi videogame sperimentali d’arte (o d’artista) mai realizzati. Si tratta di una fusione tra le tecniche di gaming e video per raccontare la storia universale del viaggio di un individuo verso l’illuminazione. Il gioco inizia al centro di un misterioso paesaggio sul quale cade l’oscurità. Non c’è una strada da percorrere, nessun obiettivo