CRITICA

I film sono solo un pretesto. “Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc” di Bruno Dumont

I film sono solo un pretesto. “Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc” di Bruno Dumont

I film sono solo un pretesto. Scrivere di un film è ugualmente un pretesto. In entrambi i casi un tale cerca di dire qualcosa tramite una delle possibili espressioni di quel linguaggio che teoricamente serve a mettere in comunicazione gli esseri umani. Personalmente apprezzo molto il cinema di Bruno Dumont, il suo percorso artistico, ostinato, ostile, ostentato e in perenne

IN HOC SIGNO. L’esercizio del tre, il caos del quattro nel cinema di Frederico Machado

IN HOC SIGNO. L’esercizio del tre, il caos del quattro nel cinema di Frederico Machado

IN HOC SIGNO. L’esercizio del tre, il caos del quattro nel cinema di Frederico Machado a cura di Leonardo Persia Oh trilogia! Oh! Santíssima Trindade! Nauro Machado Tre è il numero del cinema di Frederico Machado. Trilogie, trinità, tripartizioni, triangoli, triadi, terne, terzetti costruiscono una sua diegesi riconoscibile, la possibile strutturazione del caos. L’autore si serve di un tempo storico

L’ultima volta che vidi Parigi. “The Happy Prince” di Rupert Everett

L’ultima volta che vidi Parigi. “The Happy Prince” di Rupert Everett

È intimo il legame che stringe Rupert Everett a Oscar Wilde, una familiarità consolidata fra palcoscenico e set cinematografici, un viluppo di ammirazione, gratitudine, debito e insospettita identificazione. Non sorprende, pertanto, che uno che è stato, sullo schermo, l’Arthur Goring di Un marito ideale e l’Algernon dell’Importanza di chiamarsi Ernesto e che, a teatro, ha già vestito gli abiti di

Witches… All of Them Witches! “I Am Not a Witch” di Rungano Nyoni

Witches… All of Them Witches! “I Am Not a Witch” di Rungano Nyoni

Approda oggi a Milano, al Festival del Cinema Africano, Asia, America Latina (18-25.3.2018), dopo diversi, applauditi passaggi a festival importanti (Cannes, Rotterdam, BFI, Busan), il lungometraggio d’esordio di Rungano Nyoni. Regista trentacinquenne nata a Lusaka (Zambia), cresciuta nel Galles, attualmente residente in Portogallo. Un nome da tener d’occhio, col biglietto da visita di tre corti precedenti. Due co-diretti: The List

36° Bergamo Film Meeting: “Rinuncia, rinuncia!”

36° Bergamo Film Meeting: “Rinuncia, rinuncia!”

La sarabanda, sebbene abbia origini sensuali che si perdono nella notte dei tempi in Spagna, Francia e Inghilterra, assurse – nel modello classico della Suite – al movimento lento e pensoso, in tempo ternario. È a questa pensosa lentezza in Bach che Ingmar Bergman si riferisce, chiudendo idealmente – con Saraband (2003) – il ciclo meraviglioso a puntate intitolato Scene

Il Caos e la Necessità. “Appennino” di Emiliano Dante

Il Caos e la Necessità. “Appennino” di Emiliano Dante

Appennino è un’opera formatasi al di là della volontà dell’autore, come forse ogni documentario. Risulta quindi un concentrato di senso contemporaneo, come forse ogni film. Nato per esplorare il dopo-terremoto dell’Aquila (aprile 2009), il lento ripopolamento del centro storico della città, è divenuto, in progress incognito, cronaca estemporanea, tribolata, stupefatta delle nuove, micidiali scosse limitrofe nell’Appenino centrale, verificatesi tra il

Il “Novo” che avanzò. “Cinema Novo” di Eryk Rocha

Il “Novo” che avanzò. “Cinema Novo” di Eryk Rocha

Tuoni e lampi nel sertão, grande deserto arido del Nord-Est brasiliano. Con nuovo sound e intermittenti luccicanze visive, il lungo camera-car, distanziato e traballante, a fianco di Manuel e Rosa in fuga da Dio e dal diavolo, nella terra del sole, apre Cinema Novo. È una sontuosa, ritmata, pirotecnica celebrazione della più nota e consistente delle nouvelles vagues latino-americane. Da

Una riflessione stendhaliana pre-elettorale

Una riflessione stendhaliana pre-elettorale

Nei tempi molto grami che stiamo vivendo – mentre persino quello atmosferico induce a pensare a una biblica punizione funesta nei confronti di noi omuncoli, soggiacenti alle leggi elettorali e al circense baraccone a queste connesso – mi sia permesso rievocare le parole d’un grande père – Stendhal – tratte da quel sublime frammento di 738 pagine che è Luciano

Twarz (Mug). La Polonia contemporanea di Małgorzata Szumowska

Twarz (Mug). La Polonia contemporanea di Małgorzata Szumowska

Berlinale 2018 / Concorso internazionale Ogni qualvolta Małgorzata Szumowska presenterà un film alla Berlinale, mi troverà in sala ad aspettarla. Per mia fortuna è un’ospite fissa. Nel 2012 ha presentato Elles; poi è tornata l’anno successivo con W imię…; nel 2015 si è aggiudicata l’Orso d’argento per la miglior regia con Ciało (Body) e quest’anno con Twarz (Mug) ha vinto