CRITICA

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Il sudario non ha tasche. Bisogna ripetere più volte a se stessi che (Sir) Scott è stato autore de I duellanti tratto da Joseph Conrad, 1977; perché 40 anni dopo potremmo vacillare. Accorgendoci che una carriera, fagocitata dallo stile americano, rende più amara la chiusa di Tutto il denaro del mondo. Dobbiamo ricordarci di Blade Runner, Alien; e ripetercelo. Perché

Painfully Rich. Considerazioni attorno a “Tutti i soldi del mondo” di Ridley Scott

Painfully Rich. Considerazioni attorno a “Tutti i soldi del mondo” di Ridley Scott

“Dormono anche le farmacie notturne, le porte e le anticamere del pronto soccorso, dormono le banche: gli sportelli le scrivanie i cassetti le poste pneumatiche le grandi casseforti i locali blindati; dormono l’oro l’argento i titoli industriali; dormono le cambiali i certificati mobiliari i buoni del tesoro. Dormono i garzoni con le mani sul grembiule o dentro i sacchi di

Corpo e anima. O del romanticismo da macello

Corpo e anima. O del romanticismo da macello

Abbiamo bisogno di storie d’amore? Più che altro – stando a Corpo e anima della regista ungherese Ildikó Enyedi (classe 1955), film vincitore dell’Orso d’oro alla 67esima edizione del Festival di Berlino e da ieri nelle sale – parrebbe che lo stanco, avido, sfrenato, puerile uomo della nostra tarda civiltà, il moribondo europeo che non vuol morire, abbia bisogno di

Biancaneve: un altro specchio, un altro castello

Biancaneve: un altro specchio, un altro castello

Il castello di Biancaneve e del principe, per sempre felici e contenti, disegnato nel cielo, disegno nel disegno, di-segno disneyano puro, costituisce l’approdo e il (lieto) fine di Biancaneve e i sette nani. Follia/utopia in risposta alle stregonerie post-’29, la Crisi indotta come in un sortilegio magico, ieri come oggi. Ottant’anni dopo (prima proiezione il 21 dicembre 1937 al Carthay

I dannati dell’oceano. “Wonder Wheel” di Woody Allen

I dannati dell’oceano. “Wonder Wheel” di Woody Allen

“Ho realizzato soprattutto commedie”, Allen dixit e il pressbook riporta, “ma ogni volta che ho cercato di fare un film drammatico quasi sempre – non sempre, ma quasi – ho parlato di donne in momenti difficili”. Vero: Interiors, Settembre, Un’altra donna… E, ora, Wonder Wheel e Ginny, un personaggio muliebre coperto di ecchimosi esistenziali al centro di un film non