Tutti gli articoli di Dario Agazzi

“Abracadabra” di Pablo Berger

“Abracadabra” di Pablo Berger

Ci vuol del coraggio a intitolare un film Abracadabra; un po’ come se si volesse adoperare la formula: “Apriti sesamo!” di Alì Babà. Del resto, di Abracadabra se ne trovano almeno altri due nella storia del cinema: quello di Max Neufeld del 1952 – storia d’un nobile (ovviamente) squattrinato che tenta in modo maldestro di sposare una ricca vedova –

Una (bestiale) putrefazione. “Loro 1” di Paolo Sorrentino

Una (bestiale) putrefazione. “Loro 1” di Paolo Sorrentino

Mi ha disfatto da ogni parte e io sparisco, mi ha strappato, come un albero, la speranza. Giobbe 19,10 Loro 1 è – purtroppo – un film che non si può coscientemente trascurare. Ci spiegheremo. L’aneddoto d’un Berlusconi cultore delle nomenclature latine dei fiori è una di quelle cospicue narrazioni leggendarie con le quali giustificare citazioni da Natalia Ginzburg (vorremmo

“Après la guerre”: il ritratto concertistico di Lorenzo Ferrero curato da Sentieri Selvaggi

“Après la guerre”: il ritratto concertistico di Lorenzo Ferrero curato da Sentieri Selvaggi

“Ma cosa vi disse d’altro sul terzo suono?” chiese il ragazzo con la curiosità alla stelle. “Niente di più e niente di meno” bofonchiò il prete. “Devi sapere” proseguì, “che il nostro è il tempo degli stravaganti e che c’è gente che ha fede nelle cose più incredibili. Con i violini, poi, pensano di suonare tutto, anche questo terzo suono…”

36° Bergamo Film Meeting: “Rinuncia, rinuncia!”

36° Bergamo Film Meeting: “Rinuncia, rinuncia!”

La sarabanda, sebbene abbia origini sensuali che si perdono nella notte dei tempi in Spagna, Francia e Inghilterra, assurse – nel modello classico della Suite – al movimento lento e pensoso, in tempo ternario. È a questa pensosa lentezza in Bach che Ingmar Bergman si riferisce, chiudendo idealmente – con Saraband (2003) – il ciclo meraviglioso a puntate intitolato Scene

Una riflessione stendhaliana pre-elettorale

Una riflessione stendhaliana pre-elettorale

Nei tempi molto grami che stiamo vivendo – mentre persino quello atmosferico induce a pensare a una biblica punizione funesta nei confronti di noi omuncoli, soggiacenti alle leggi elettorali e al circense baraccone a queste connesso – mi sia permesso rievocare le parole d’un grande père – Stendhal – tratte da quel sublime frammento di 738 pagine che è Luciano

Il potere russo nel cerchio di Mozart. Qualche nota su “Morto Stalin se ne fa un altro”

Il potere russo nel cerchio di Mozart. Qualche nota su “Morto Stalin se ne fa un altro”

“In un recente sondaggio sulla popolarità degli ex segretari generali del partito, la metà dei russi ha sostenuto di preferire Leonid Brezhnev. Seguono Lenin e Stalin.” da Gorby, il marziano della perestroika di Ugo Tramballi sull’inserto domenicale de «Il Sole24Ore» del 28 gennaio 2018 Il sublime e tragico Adagio in fa diesis minore dal Concerto per pianoforte, flauto, 2 clarinetti,

Un capolavoro per la prima volta tradotto in italiano: “Come tessere di un domino” di Zigmunds Skujiņš

Un capolavoro per la prima volta tradotto in italiano: “Come tessere di un domino” di Zigmunds Skujiņš

Zigmunds Skujiņš, Come tessere di un domino Iperborea, 384 pagine, € 18,50 Traduzione di Margherita Carbonaro   “La Baronessa raccolse, rastrellò, radunò tutto e lo rimise con cura nelle bare. Risistemò anche i teschi, ciascuno al suo posto. Le chiesi se era certa di non aver commesso errori e di non aver scambiato i teschi. ‘Oh no!’ rispose. ‘Li conosco.

Marlina: femminismo omicida

Marlina: femminismo omicida

Marlina, omicida in quattro atti (della regista indonesiana Mouly Surya, classe 1980) comincia in modo folgorante. E avvizzisce in un manierato film di sessismo al contrario. Elogio della totale individualità femminile, per mezzo della decapitazione d’ogni maschilità. Ai limiti del saffismo, il desidero d’incastonare in un continuum la morte del “maschio padrone” attraverso lo sfondo d’una natura indonesiana stucchevolmente patinata