Tutti gli articoli di Dario Agazzi

Un capolavoro per la prima volta tradotto in italiano: “Come tessere di un domino” di Zigmunds Skujiņš

Un capolavoro per la prima volta tradotto in italiano: “Come tessere di un domino” di Zigmunds Skujiņš

Zigmunds Skujiņš, Come tessere di un domino Iperborea, 384 pagine, € 18,50 Traduzione di Margherita Carbonaro   “La Baronessa raccolse, rastrellò, radunò tutto e lo rimise con cura nelle bare. Risistemò anche i teschi, ciascuno al suo posto. Le chiesi se era certa di non aver commesso errori e di non aver scambiato i teschi. ‘Oh no!’ rispose. ‘Li conosco.

Marlina: femminismo omicida

Marlina: femminismo omicida

Marlina, omicida in quattro atti (della regista indonesiana Mouly Surya, classe 1980) comincia in modo folgorante. E avvizzisce in un manierato film di sessismo al contrario. Elogio della totale individualità femminile, per mezzo della decapitazione d’ogni maschilità. Ai limiti del saffismo, il desidero d’incastonare in un continuum la morte del “maschio padrone” attraverso lo sfondo d’una natura indonesiana stucchevolmente patinata

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Tutto il denaro del mondo. Tutto l’orrore del cinema

Il sudario non ha tasche. Bisogna ripetere più volte a se stessi che (Sir) Scott è stato autore de I duellanti tratto da Joseph Conrad, 1977; perché 40 anni dopo potremmo vacillare. Accorgendoci che una carriera, fagocitata dallo stile americano, rende più amara la chiusa di Tutto il denaro del mondo. Dobbiamo ricordarci di Blade Runner, Alien; e ripetercelo. Perché

Corpo e anima. O del romanticismo da macello

Corpo e anima. O del romanticismo da macello

Abbiamo bisogno di storie d’amore? Più che altro – stando a Corpo e anima della regista ungherese Ildikó Enyedi (classe 1955), film vincitore dell’Orso d’oro alla 67esima edizione del Festival di Berlino e da ieri nelle sale – parrebbe che lo stanco, avido, sfrenato, puerile uomo della nostra tarda civiltà, il moribondo europeo che non vuol morire, abbia bisogno di

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di “Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico”

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di “Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico”

Botta e risposta a proposito di una stroncatura di Curzio e Marzio opera picaresca in 2 atti per nastro magnetico di Dario Agazzi cinematografata da Luca Ferri sulla rivista Musica n. 281 (Zecchini editore) 1. Spero che verrò perdonato, se mi riferirò a un mio lavoro, ma ritengo che siano pochi i casi di “stroncature”, nell’epoca del “politicamente corretto”, blanda

L’invenzione della lentezza secondo Gabriele Gimmelli: “Grandi Affari” di Laurel & Hardy

L’invenzione della lentezza secondo Gabriele Gimmelli: “Grandi Affari” di Laurel & Hardy

È come se a contatto con la strana coppia di piazzisti, l’aggressività e la follia represse degli everymen d’America trovassero il modo di emergere in tutta la loro violenza. – Gabriele Gimmelli, p. 71   Mimesis pubblica libri interessanti: m’era capitato d’acquistare la ristampa de I Sonnambuli di Broch, gli Scritti di Mondrian. Lo scorso anno uscì Il dispositivo estetico

La “Piccola Enciclopedia degli Alieni” di Micol Beltramini illustrata da Diego Zucchi: fra letteratura, cinema e storie più o meno vere

La “Piccola Enciclopedia degli Alieni” di Micol Beltramini illustrata da Diego Zucchi: fra letteratura, cinema e storie più o meno vere

Esattamente un mese dopo gli scafandrati riatterrarono nello stesso posto […] e, acchiappata una delle loro galline, la portarono con sé sull’UFO e decollarono. Ne manca uno, di alieno, fra i ben cinquanta presentatici da Micol Beltramini nel suo ultimo libro Piccola Enciclopedia degli Alieni. Storia illustrata di cinquanta extraterrestri quasi veri, illustrazioni di Diego Zucchi, (24 Ore Cultura, 2017,

Cattivi maestri. Cattive biennali

Cattivi maestri. Cattive biennali

Musica. Ingentilisce i costumi. […] Fa pensare a un sacco di cose. Gustave Flaubert, Sciocchezzaio Non giriamoci attorno. La musica “contemporanea”, agonizzante dal Postmoderno (grosso modo: anni Ottanta) in poi, attraversa chez nous uno dei momenti storici più imbarazzanti. Si può affermare che abbia toccato il suo nadir, come altre arti toccano invece il loro zenit (ma quali, se mi